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Zangrillo, selfie all'aperto senza mascherina: "Modalità per persone assennate"

"Quando sono in montagna su un sentiero in mezzo ai boschi e vedo una persona con la mascherina penso che stia sviluppando una patologia psichiatrica".

Zangrillo, selfie all'aperto senza mascherina: "Modalità per persone assennate"
Attualità Milano, 15 Giugno 2021 ore 09:38

"Outdoor mode for sane people" tradotto "Modalità all'aperto per persone sane". E per sane il primario del san Raffaele non intende non affette dal Covid, bensì sane di mente. L'argomento mascherina all'aperto, infatti, era già stato criticato dal medico un paio di settimane fa durante un'ospitata televisiva.

Zangrillo: selfie all'aperto senza mascherina

Occhiali da sole trendy, cuffia da lavoro e nessuna mascherina. Il selfie di Alberto Zangrillo, direttore della Terapia Intensiva del San Raffaele di Milano, pubblicato sui suoi social, ha spaccato l'opinione pubblica: tra apprezzamenti e polemiche.

 

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Il volto noto della sanità nostrana ha ingaggiato, ormai da settimane, una "battaglia" contro i dispositivi di protezione individuale all'aperto; sul tema c'è infatti un precedente significativo.

"Patologia psichiatrica"

Poche settimane fa, infatti, il primario è stato ospite di Mirta Merlino a "L'aria che tira". In quell'occasione Zangrillo si era già espresso in maniera tranciante circa l'opportunità di indossare la mascherina all'aperto:

"Quando sono in montagna su un sentiero in mezzo ai boschi e vedo una persona in lontananza con la mascherina penso che stia sviluppando una patologia psichiatrica".

E ancora:

"Convivere col virus significa comportarsi con intelligenza e avere rispetto e responsabilità nei confronti degli altri. I giovani devono comportarsi con intelligenza, ma mentre parliamo ci sono migliaia di anziani terrorizzati, tramortiti, non escono di casa da 15 mesi. Se vedo una persona da sola sul Lungotevere alle 6 del mattina, mi viene da dire: 'poveretta'". Mettiamo la mascherina quando entriamo in farmacia, in banca, al lavoro. Altrimenti, no. E' la differenza tra essere un popolo di beoti e un popolo di persone responsabili. Probabilmente facciamo più presa se pensiamo di controllare un gregge di beoti, io mi aspetto molto di più dai miei concittadini".