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Virus sinciziale, al Niguarda arriva il vaccino da somministrare alle donne in gravidanza

La comparsa di reazioni avverse verrà valutata nelle donne fino a 6 mesi dopo il parto, mentre la sicurezza nel neonato fino a 12 mesi dopo la nascita.

Virus sinciziale, al Niguarda arriva il vaccino da somministrare alle donne in gravidanza
Attualità Milano, 15 Dicembre 2021 ore 14:41

Virus sinciziale: al Niguarda i pazienti più piccoli sono protetti con un nuovo vaccino sperimentale somministrato alle donne in gravidanza contro il virus respiratorio dei neonati.

(In copertina foto tratta dalla pagina Facebook di ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda)

Il vaccino sperimentale contro il virus sinciziale

Dall'ospedale Niguarda di Milano, sempre all'avanguardia e pronto a sperimentale, fanno sapere che lo scorso anno, complice la pandemia da Covid e le misure per combatterla, il virus respiratorio sinciziale (RSV), che colpisce soprattutto i bambini da 0 a 2 anni, non aveva fatto preoccupare. Quest’anno però, come più volte raccontato, è tornato a manifestarsi e lo ha fatto anticipando la stagione.

“Cominciamo col dire che si stratta di una patologia respiratoria che è sempre esistita, non è qualcosa di nuovo”- dice Costantino De Giacomo, Direttore del Dipartimento Materno Infantile di Niguarda. “Ogni anno con l’arrivo della stagione invernale nel nostro reparto ricoveriamo diversi bambini, piccoli e piccolissimi, colpiti da questo virus, che in genere inizia a farsi sentire da dicembre”.

Quest’anno invece i primi casi si sono riscontrati già a metà ottobre e i numeri sono aumentati piuttosto velocemente. Tra i primi a dare l'allarme e a portare l'attenzione sul tema erano stati i Ferragnez, dopo che la figlia Vittoria era finita ricoverata proprio dopo aver contratto il virus.

Quali sono i sintomi del virus sinciziale

Gli specialisti del Niguarda ricordano che i sintomi più comuni del virus sinciziale sono raffreddore e tosse, ma si possono verificare anche forme più aggressive che sfociano nella bronchiolite, con infiammazione e congestione a carico della parte finale dei bronchi, i cosiddetti bronchioli terminali.
Nella maggior parte dei casi la malattia si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni grazie a qualche attenzione in più da parte di mamma e papà. Nelle situazioni più gravi, invece, è necessario un ricovero ospedaliero. Sono più a rischio i prematuri e i bambini con malattie cardiache e polmonari.
Per difendersi le parole chiave sono profilassi e diagnosi differenziale.

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Le iniziative del Niguarda per contrastare il virus sinciziale

Per intervenire ancora più precocemente contro il virus sinciziale è stata avviata quest’anno a Niguarda una sperimentazione multicentrica internazionale che coinvolge 22 Paesi nel mondo.
L’obiettivo di questo studio è verificare l’efficacia e la sicurezza di un nuovo vaccino somministrato alle donne in gravidanza tra la 24a e la 34a settimana di gestazione.

“Questo permetterà alla donna di produrre gli anticorpi che poi, nell’ultimo trimestre di gravidanza, tramite la placenta passano al bambino. In questo modo il bimbo sarà protetto direttamente dalla mamma vaccinata, che è quello che viene già fatto ad esempio con la pertosse”- conclude De Giacomo.

La reattogenicità del vaccino (ossia la comparsa di reazioni avverse) verrà valutata nelle donne fino a 6 mesi dopo il parto, mentre la sicurezza nel neonato fino a 12 mesi dopo la nascita.

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