Menu
Cerca
MECCANISMO INNOVATIVO

Truffa allo Stato per 16 milioni: utilizzati codici fiscali di defunti

L’operazione, condotta dalla Guardia di finanza di Milano ha inoltre portato al sequestro di beni per un valore di oltre 7 milioni di euro.

Truffa allo Stato per 16 milioni: utilizzati codici fiscali di defunti
Attualità Milano, 19 Maggio 2021 ore 15:29

Truffa allo Stato per 16 milioni: utilizzati codici fiscali di defunti.

Truffa allo Stato per 16 milioni: utilizzati codici fiscali di defunti

MILANO – Sono finiti agli arresti domiciliari i tre responsabili di una truffa ai danni dello Stato. L’operazione, condotta dalla Guardia di finanza di Milano ha inoltre portato al sequestro di beni per un valore di oltre 7 milioni di euro. I provvedimenti, emessi rispettivamente dal gip del Tribunale di Milano Anna Calabi e dal pm titolare delle indagini Paolo Nicola Filippini, derivano da una complessa attività investigativa, nell’ambito della quale risultano indagate ulteriori 43 persone fisiche e 17 persone giuridiche.

Meccanismo

L’innovativo meccanismo truffaldino, scoperto per la prima volta nel corso delle indagini dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, prevedeva l’utilizzo, da un lato, di società non operative, che hanno richiesto all’Agenzia delle Entrate, tramite F24, versamenti a quattro fondi pensione e 109 enti bilaterali con sede su tutto il territorio nazionale, senza esborso di denaro ma utilizzando in compensazione crediti di natura tributaria e previdenziale inesistenti, tra cui in particolare il “credito per famiglie numerose”. Poi, il gruppo richiedeva il rimborso delle somme, circa 16 milioni di euro provento della frode, giustificato dalla commissione di “errori” nella richiesta di accredito in loro favore, anche perché, come emerso dalle indagini, le imprese coinvolte non avevano neanche personale alle dipendenze tale da giustificare i versamenti richiesti.

Al fine di apporre il visto di conformità sui modelli F24, necessario all’effettivo utilizzo dei crediti posti in compensazione, il sodalizio criminale utilizzava i codici fiscali di ignari professionisti, alcuni dei quali, peraltro, deceduti. Le attività odierne rappresentano l’epilogo di una vasta operazione (denominata “New Job”) che aveva già portato nei mesi scorsi al sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per oltre 9 milioni di euro, depositate sui conti di fondi pensione, enti bilaterali e diverse società coinvolte nella frode.