LA RICHIESTA

Taxi, le associazioni di categoria fanno ricorso al Consiglio di Stato

La richiesta è quella di sospendere subito il bando per la concessione di nuove licenze

Taxi, le associazioni di categoria fanno ricorso al Consiglio di Stato
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Le associazioni di categoria dei taxi hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato.

Taxi, ricorso al Consiglio di Stato

MILANO - Come riporta il Giornale dei Navigli, le associazioni di categoria dei tassisti Tam - Tassisti Artigiani Milanesi - S.A.Ta.M. (Sindacato Artigiani Taxisti Di Milano E Provincia) - Unione Artigiani Della Provincia Di Milano - Taxiblu - Consorzio Radiotaxi Satellitare Società Cooperativa - Autoradiotassì Soc. Cooperativa Radiotaxi 028585 annunciano di aver presentato

"appello cautelare in Consiglio di Stato avverso l'ordinanza n. 380/2024 del Tar Lombardia nell'ambito del contenzioso relativo all'indizione di un concorso straordinario per il rilascio, a titolo oneroso, di nuove licenze da assegnare ai soggetti in possesso dei requisiti stabiliti dall'art. 6 della L. n. 21/1992, in coerenza con quanto stabilito dall'art. 3 c. 2 del D.L. n. 104 del 3 agosto 2023 convertito con Legge n. 136/2023".

Il comunicato

"Come ormai noto - spiegano in un comunicato -, l'ordinanza ha ritenuto che le esigenze cautelari descritte possano trovare soddisfazione con la celere fissazione dell'udienza di merito, ai sensi dell'art. 55, comma 10 c.p.a., peraltro, fissando l'udienza a 8 mesi con la conseguenza che entro tale data sarà verosimilmente già ultimata la procedura per il rilascio delle nuove licenze.

Pertanto, le associaizoni e sindacati "hanno deciso di impugnare l'ordinanza per chiedere al Consiglio di Stato di sospendere la procedura (o comunque di anticipare l'udienza di merito al Tar) nell'interesse sia dei titolari di licenza, sia degli aspiranti tassisti.

Infatti, se la procedura dovesse concludersi prima della sentenza del Tar, verrebbe incamerato un contributo destinato integralmente a compensare i soggetti titolari di licenza ben al di sotto del valore di mercato individuato dalla legge, senza certezza che - in ipotesi di accoglimento del ricorso di primo grado - i vincitori del concorso siano in grado di pagare la differenza con il valore di mercato.

Al contempo, i soggetti interessati al bando si troverebbero nella condizione di partecipare a un bando nella totale incertezza, confidando proprio su un prezzo delle future licenze più basso del valore di mercato, con il rischio di ingenerare un legittimo affidamento su un costo che aumenterebbe in modo esponenziale nell'auspicata ipotesi di accoglimento del ricorso.

Per tali ragioni siamo fiduciosi che il Consiglio di Stato possa ‘congelare' la questione in attesa del merito di primo grado".

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