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Sarà in Porta Romana il villaggio olimpico di Milano Cortina 2026

Il Villaggio Olimpico rappresenta il primo tassello del grande progetto di rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana.

Sarà in Porta Romana il villaggio olimpico di Milano Cortina 2026
Attualità Milano Est, 01 Dicembre 2022 ore 11:20

I lavori per il Villaggio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 sono partiti nell'estate scorsa. (Foto by Blog Urbanfile)

In Porta Romana il villaggio olimpico delle Olimpiadi

MILANO - Lo Scalo di Porta Romana ospiterà il villaggio olimpico delle Olimpiadi invernali Milano Cortina nell'inverno 2026. L'annuncio della vendita dell’area dell’ex Scalo di Porta Romana per 180 milioni di euro arriva direttamente dal Fondo di investimento immobiliare “Porta Romana” – promosso e gestito da COIMA SGR e sottoscritto da Covivio, Prada Holding e dal fondo COIMA ESG City Impact.

Lavori partiti lo scorso agosto

I lavori per il Villaggio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, sono stati anticipati dal Fondo Porta Romana e sono state avviate le operazioni di bonifica e scavo fin dal mese di agosto 2022, con previsione di completamento di scavi e paratie entro l’inizio del 2023.

La riqualificazione della zona

Nel complesso l’operazione di riqualificazione dell’ex Scalo ferroviario consentirà il recupero di un’ampia area dismessa e la sua rigenerazione ispirata a principi di sostenibilità, con un progetto comparabile ai migliori interventi urbanistici a livello europeo per qualità, dimensioni e finalità.

Lo sviluppo prevede un grande parco centrale come elemento in grado di garantire la continuità urbana e le connessioni pedonali e ciclabili con la città esistente, caratterizzato da eco-zone, corridoi verdi che potranno ospitare attrezzature anche di interesse pubblico (sportive, aree bambini, orti urbani) e da piazze pubbliche.

Un quartiere per atleti e studenti

Il Villaggio sarà posizionato nell’area a sud ovest dello Scalo e garantirà continuità con le funzioni esistenti e l’equilibrio generale del quartiere. Il Villaggio Olimpico, la cui progettazione è stata affidata a Skidmore, Owings & Merrill – SOM, rappresenta il primo tassello del grande progetto di rigenerazione urbana dello Scalo di Porta Romana e riflette lo “spirito olimpico” di Milano: funzionale a offrire uno spazio primario per le Olimpiadi Invernali 2026, sarà restituito alla comunità cittadina attraverso la trasformazione in student housing con circa 1.700 posti letto.

 

Un progetto di rigenerazione urbana a impatto zero

Sarà un progetto a impatto ambientale zero secondo i requisiti NZEB (Nearly Zero Energy Building), i materiali usati saranno selezionati per le loro caratteristiche di sostenibilità (riciclabilità, riuso, ecocompatibilità ambientale), tutti gli edifici saranno certificati LEED®, le strutture edilizie saranno permanenti e quelle temporanee saranno riutilizzabili. Più del 30% dell’energia sarà prodotta grazie all’istallazione di impianti che sfruttano le fonti rinnovabili, tra cui impianti solari termici e fotovoltaici; le acque meteoriche saranno raccolte e riutilizzate, con una riduzione di CO2 del 40% per riscaldamento/raffrescamento.

Attorno al parco centrale sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana.

Gli spazi a verde, che rappresenteranno circa il 50% dello Scalo, sono stati progettati con riferimento all’area del Villaggio Olimpico dall’architetto Michel Desvigne, in coordinamento con il masterplan generale di Outcomist, la cui parte paesaggistica è curata da Diller Scofidio + Renfro - già designer della famosa High Line di New York insieme a James Corner, Field Operations and Piet Oudolf - con l’obiettivo di creare un luogo fruibile dagli studenti e dalla cittadinanza, in armonia con le altre strutture dello Scalo e con la città.

Dopo le Olimpiadi

Dopo la manifestazione, il Villaggio Olimpico sarà trasformato in un laboratorio di sperimentazione urbana sostenibile focalizzata sulle persone, sulla comunità, l’integrazione e la resilienza; sarà un vivace ecosistema di abitazioni studentesche, residenze, co-working, servizi privati di interesse pubblico e spazi pubblici.

L’area sarà gestita attraverso una piattaforma digitale funzionale al monitoraggio delle performance degli edifici e al coinvolgimento della comunità, evoluzione del progetto pilota di digitalizzazione sviluppato attraverso un’infrastruttura IOT e un’app di quartiere in Porta Nuova.

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