L'appello: "Speriamo in cambiamenti"

Sanità, Bertolaso critica la manovra del governo: “Alla Lombardia un taglio vicino al mezzo miliardo, non accetteremo di cedere altri fondi”

L'assessore regionale al Welfare è contrario anche alla richiesta di redistribuire le risorse del Fondo sanitario nazionale avanzata da Abruzzo e altre undici Regioni

Sanità, Bertolaso critica la manovra del governo: “Alla Lombardia un taglio vicino al mezzo miliardo, non accetteremo di cedere altri fondi”
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Tra i tagli previsti dalla manovra finanziaria e la richiesta di modificare la distribuzione del Fondo sanitario nazionale, la Lombardia rischia di perdere risorse per quasi un miliardo di euro. Bertolaso: “A rischio liste d’attesa, Case di comunità e personale sanitario”.

Bertolaso: “Tagli alla sanità insostenibili, speriamo in cambiamenti”

MILANO – A lanciare l’allarme è l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che lunedì 2 novembre, a margine del convegno regionale “Governare le reti tempo-dipendenti”, ha contestato entrambe le misure, definendone insostenibili le conseguenze per il sistema sanitario lombardo.

Il primo fronte riguarda la Legge di Bilancio, che secondo Bertolaso prevede per la Lombardia una riduzione di risorse vicina ai 500 milioni di euro:

“Alla Lombardia è fatto un taglio di quasi mezzo miliardo di euro, e questo ovviamente significa non riuscire a completare il lavoro sulle liste di attesa, non far funzionare completamente le case di comunità e gli ospedali di comunità e non incentivare il personale sanitario a lavorare nel pubblico come stiamo cercando di fare”.

La contesa sui fondi tra le Regioni

A pesare sul quadro c’è anche la richiesta avanzata a fine ottobre dalla Regione Abruzzo, sostenuta da altre undici amministrazioni regionali, di rivedere i criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale. Una modifica che, secondo la ricostruzione di Bertolaso, comporterebbe una riduzione delle risorse destinate a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per oltre mezzo miliardo di euro complessivo.

“L’atteggiamento delle altre Regioni è davvero imbarazzante”

L’assessore ha contestato il tentativo di intervenire sulla distribuzione dei fondi a esercizio finanziario ormai avviato e con gli impegni di spesa già programmati. “L’atteggiamento delle altre Regioni è davvero imbarazzante. Non accade da nessuna parte al mondo che alla fine del mese di ottobre qualcuno si inventi un taglio e ci chieda di lasciare 230 milioni, esclusa la quota premiale, sul tavolo per quelle che sono le esigenze di altre Regioni”, ha affermato.

Bertolaso ha rivendicato i risultati delle Regioni che, a suo giudizio, hanno mantenuto i bilanci in equilibrio e garantito livelli di prestazioni migliori.

“Dobbiamo pagare tutto il personale sanitario che sta lavorando giorno e notte, dobbiamo concludere il lavoro sulle liste d’attesa. Non possiamo rinunciare alle nostre responsabilità perché qualcuno si trova in deficit e sostiene di essere pagato meno”.

Da qui la posizione netta sulla redistribuzione: “Una cosa è ragionare, un’altra è trovarsi di fronte a un ipotetico ricatto che ci mette davvero in difficoltà. Non abbiamo alcuna intenzione di cedere a questa situazione”.

L’appello in vista della manovra: “Speriamo in cambiamenti durante il dibattito”

Sul fronte della Legge di Bilancio, l’assessore ha invece auspicato modifiche durante l’iter parlamentare, in modo da garantire alle Regioni risorse sufficienti per programmare le attività del prossimo anno.

Bertolaso ha ricondotto la necessità di contenere la spesa pubblica anche alle scelte economiche degli anni precedenti, citando il Superbonus, il reddito di cittadinanza e le spese sostenute dopo la pandemia:”Adesso ci cade addosso tutto questo debito gigantesco e dobbiamo cercare di gestirlo”, ha osservato.

La Regione, ha concluso, si sta preparando anche all’eventualità che la manovra resti invariata rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri, ma farà il possibile per ottenere uno stanziamento più consistente. L’obiettivo è evitare che la riduzione delle risorse rallenti i programmi già avviati e comprometta gli interventi previsti per il 2027.