emergenza Afghanistan

Chi è Pangea, la Onlus di Milano che vuol salvare le donne di Kabul

Tantissima solidarietà è arrivata grazie ai social: il tamtam di condivisioni ha portato a centinaia, se non migliaia, di piccole e grandi donazioni alla Onlus.

Chi è Pangea, la Onlus di Milano che vuol salvare le donne di Kabul
Attualità Milano, 18 Agosto 2021 ore 17:22

Pangea è una Onlus nata e con sede centrale a Milano che ha l'intento di creare una società nuova in cui la donna ha il peso che merita, in cui non solo c'è rispetto della figura femminile ma valorizzazione della stessa, dove i diritti delle donne sono uguali a quelli degli uomini e sono alla base di tutto il resto .

In questi giorni, dopo la presa di Kabul da parte dei talebani, grazie al tamtam avuto sui social le stories di Pangea con le quali viene denunciata la grave situazione di pericolo vissuta in Afghanistan dai collaboratori che in questi anni hanno lavorato con Pangea e dalle donne che sono state aiutate, sono state visualizzate da migliaia e migliaia di persone e si è mossa velocemente un'enorme - e inaspettata - macchina della solidarietà che ha portato (e tutt'ora porta) migliaia di euro donati.

Cos'è Pangea Onlus?

Sul sito ufficiale di Pangea Onlus viene data una veloce e immediata risposta alla semplice domanda: "Cos'è Pangea Onlus?"

Pangea siamo donne, famiglie, comunità. Pangea siamo tutti.
Pangea siamo decine di migliaia di donne e di famiglie che hanno ricominciato a vivere e a sentirsi parte attiva del mondo, grazie alla volontà, al coraggio e a progetti che si basano sulle reali aspirazioni e potenzialità delle persone. Pangea siamo la voglia e la necessità di cambiare il mondo, cambiando la vita di ogni singola persona, nel rispetto dei diritti umani e nel contrasto alle loro diritti.

Pangea siamo tante donne che hanno trasformato la loro vita e sono uscite da una quotidianità di violenze e discriminazioni e, con i loro figli, si stanno ricostruendo una nuova vita. Pangea siamo advocacy nelle istituzioni per gridare forte che la discriminazione e la violenza devono essere sconfitte.

Pangea siamo decine di associazioni locali che, insieme, hanno radicato le proprie azioni nel territorio. Pangea siamo migliaia di persone che, con consapevolezza, hanno donato aiuto con le loro parole, il tempo e l'energia.

Da Milano al mondo intero: Pangea Onlus in azione per le donne

La Onlus milanese, che dal 2002 a oggi ha coinvolto nel proprio lavoro decine di migliaia di persone, famiglie e comunità, ha realizzato progetti in 10 paesi del mondo: Afghanistan, Argentina, Brasile, Colombia, India, Italia, Kenya, Nepal, Repubblica Democratica del Congo e Romania.

L'obiettivo di Pangea Onlus è quello di " Generare una trasformazione personale, familiare e sociale efficace e duratura nel tempo; rendendo possibile, grazie all’impegno e alla determinazione delle donne insieme a Pangea, un futuro di speranza e di dignità, verso un mondo che si merita di essere migliore.

Contrastare la discriminazione che nasce da stereotipi di genere, da tradizioni inique, da situazioni politiche e sociali instabili, opporsi alla violenza e all’oppressione, ripristinare i diritti umani fondamentali (cioè tutti i diritti) a partire dalle aspirazioni, dai desideri, dalla situazione reale e quotidiana delle persone."

Per fare tutto ciò Pangea, che è una realtà laica e apartitica, ha deciso di partire proprio dalle donne poiché purtroppo ancora oggi rappresentano la più grande fetta di popolazione soggetta a discriminazioni, abusi e violenze, semplicemente per il fatto di non essere nate uomo in società dove l'uguaglianza tra i sessi è ancora un'utopia.

Tanta paura per i collaboratori a Kabul

Dalla domenica di Ferragosto, quando in Italia si grigliava e festeggiava e a Kabul i talebani si riprendevano la città, in Afghanistan sono ore concitate, di tensione e paura per tutti i collaboratori che dal 2002 hanno lavorato con Pangea e per tutte le donne e i bambini che sono stati aiutati in questi anni a istruirsi e diventare indipendenti: sono loro i primi a rischiare la libertà e la vita sotto il regime totalitario appena instauratosi.

Seppure i "nuovi talebani" si siano dichiarati più moderati agli occhi del mondo, gli afgani (e buona parte di quel mondo che li guarda incredulo) non si fidano: basti pensare a chi, pur di sottrarsi al loro controllo, ha perso la vita cadendo nel vuoto dopo essersi attaccato agli aerei in corsa o a chi, come le donne di Pangea, è da giorni barricato in casa sperando di non essere trovato. Vi ricorda qualcosa?

Hanno dovuto distruggere tutti i documenti, tutte le foto, tutti i ricordi, pur di non essere trovati, sono chiusi in casa, nascosti come topi, con il cuore in gola e il respiro mozzato dalla consapevolezza che se non verranno salvati da quell'occidente che pare averli abbandonati al loro destino per loro potrebbe essere la fine.
Silvia Redigolo di Pangea, che sta in Italia e più che raccontare l'angoscia di questi giorni e organizzare il loro salvataggio non sa che fare, lo grida forte da giorni: è tutta questione di tempo, e non c'è neanche un minuto da perdere. 

I messaggi strazianti delle collaboratrici di Kabul

Da Kabul fanno sapere che "Poche ore fa il fratello di una donna che Pangea sta nascondendo è stato prelevato insieme ai suoi bambini e alla moglie in rappresaglia alla scomparsa di questa ragazza ricercata perché attivista per i diritti delle donne. Forse per le nostre ragazze una soluzione si avvicina ma la notte porta brutti incubi e speriamo dal profondo del cuore che la prossima alba non porti brutte notizie."

Altroché talebani moderati.

Per le donne di Kabul (ma anche per tutti gli attivisti e per tutti coloro che il regime talebano l'hanno rinnegato o non l'hanno mai neppure conosciuto) le notti e i giorni passano mentre la paura e l'angoscia restano statiche, immobili, ancorate a chi in questi anni ha cercato di costruirsi una vita e di crescere i propri figli con istruzione e rispetto:

Il progetto Pangea a Kabul è un problema

Il progetto di Pangea a Kabul in questo momento è un problema.

Non è un progetto sanitario, non è utile ai talebani. È un progetto che li infastidisce perchè ha permesso ad oltre 5mila donne di fare corsi di alfabetizzazione, aritmetica, igiene, salute riproduttiva, formazione professionale.

In questi anni abbiamo distribuito più di 5000 microcrediti. Le donne hanno sempre restituito il microcredito ricevuto. Abbiamo un tasso di insoluto del 2%.

Le donne con Pangea sono diventate imprenditrici ed hanno potuto da sole mandare i bambini e le bambine a scuola. Hanno comprato per loro cibo, medicine, quaderni, libri.

Proprio come delle mamme qualsiasi. Hanno potuto mandare i figli e le figlie all’Università.
Hanno mantenuto da sole la loro famiglia. Tutto questo non può finire.

Tutto questo infastidisce i talebani ed è per questo che le nostre colleghe che hanno reso possibile l’impossibile ora rischiano la vita. Dobbiamo metterle in sicurezza per continuare a lavorare per la libertà delle donne e per il futuro delle bambine in Afghanistan.

Il progetto dovrà cambiare ed agire nel silenzio.

Ma Pangea c’è, non le lascia sole, non lasciateci soli!

 

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Come si può aiutare Pangea Onlus?

Sul sito di Pangea nei giorni scorsi è stata aperta un'apposita casellina (https://pangeaonlus.org/contributo/emergenza-afghanistan/) dedicata alle donazioni rivolte specialmente all'emergenza Afghanistan: fondi che, in maniera totalmente trasparente, verranno utilizzati per aiutare chi ha bisogno nella speranza di riuscire ad aprire presto corridoi umanitari per trarre in salvo chi sta rischiando la vita per aver osato costruire un futuro migliore.

Tanta solidarietà sui social anche dagli influencer

A dare visibilità al progetto Pangea, sui social (specialmente Instagram), tantissime condivisioni anche di nomi illustri: tra loro anche Cristina Fogazzi, in arte "Estetista Cinica", imprenditrice bresciana del settore del beauty che ormai da tempo spopola sui social con le sue "fagiane" e che proprio nella serata di ieri, 17 agosto 2021, ha organizzato una diretta con Pangea Onlus nella quale è stato spiegato cosa concretamente è possibile fare per aiutare, in maniera sicura e tracciabile.

 

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Grazie alla visibilità portata in questo modo sul tema sono state diverse centinaia le donazioni che nelle scorse ore hanno raggiunto Pangea, che inizialmente neppure voleva aprire una raccolta fondi. Silvia ha spiegato infatti che:

"Pangea non ha mai fatto in 19 anni una raccolta fondi senza dire esattamente poi cosa ci faceva, tanto è vero che io fino a domenica 15 sono stata molto tentata di non pubblicare nessuna raccolta fondi perché oggi se mi chiedi come li utilizzeremo ti dico che questa volta ti devi fidare visto l'emergenza attuale. Io ti dico che noi siamo onesti, che rendiconteremo tutta la cifra, la useremo al meglio, però prima faccele vedere scendere dalla scaletta dell'aereo perché noi adesso viviamo per quello."

Anche "La tenda in salotto", attivissimo profilo Instagram di una famiglia "alternativa" del lecchese, ha dedicato diverse stories a Pangea e all'importanza di sostenere il progetto: Gaia Rota, la mamma che quotidianamente si mette davanti alla telecamera a raccontare la propria vita e spesso e volentieri non manca di esporsi su temi di attualità scottanti, ha anche dedicato un'intera serie di stories a una "spiegazione semplice per bambini" sulla situazione afgana.

"Sorelle", un bracciale che unisce e aiuta le donne di Kabul

Concittadina dell'Estetista Cinica, l'artigiana bresciana Alessandra Tosini, che lo scorso anno nel pieno della pandemia aveva raccolto 3mila euro per la Fondazione Comunità Bresciana vendendo dei braccialetti con la frase "Andrà tutto bene", ha lanciato una nuova iniziativa per sostenere Pangea.

Intervistata da Prima Milano, Alessandra (su Instagram Violascharme) ci ha raccontato:

"Domenica ho scritto a Luca (Luca Alberto Lo Presti, il presidente della Onlus) e Silvia di Pangea che erano ovviamente oberatissimi e gli ho proposto di produrre gratuitamente dei braccialetti con inciso "SORELLE" il cui ricavato sarebbe andato interamente a Pangea (e parte nelle spese di spedizione). Silvia mi ha spiegato che loro ufficialmente non potevano appoggiare nessuna raccolta perché sarebbe stato difficile rendicontare tutto. Allora insieme abbiamo trovato una soluzione: chi vuole il bracciale "Sorelle" deve prima fare una donazione di 28 euro a Pangea poi inviare a me su Instagram lo screen che la testimoni così che io possa procedere all'ordine dopo il pagamento delle spese di spedizione.

Ho scelto la parola "Sorelle" perché rappresenta tutto: pensare che donne della mia età non possono mettere più il rossetto è terribile. Sembra una stupidità ma si parte da questo per raggiungere la libertà, l'istruzione e l'indipendenza (e lo dice una che a 14 anni lo metteva di nascosto dal padre). Siamo tutte sorelle, la differenza è che noi siamo state tanto fortunate da venire al mondo nella parte giusta. Questa iniziativa è una piccola goccia, che unita alle altre però fa il mare."

Alessandra ci ha raccontato che ad oggi, in soli 2 giorni, sono già stati ordinati 200 braccialetti (quindi grazie a questa iniziativa sono già stati donati almeno 5.600 euro).

Giordana Liliana Monti