Foto racconto del Milano Pride 2021: la marea arcobaleno travolge la città
Tanti, tantissimi i partecipanti all'iniziativa che di fatto ha concluso la Pride week, una settimana interamente dedicata all'orgoglio delle persone, gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, asessuali, intersessuali e queer.

La marea arcobaleno travolge Milano, tutte le foto del Pride 2021.
La marea arcobaleno travolge Milano, tutte le foto del Pride 2021
Un'invasione travolgente di colori, visi, sorrisi (molti coperti dalle mascherine), abbracci, musica. Tutti liberi, insomma, per una volta, di esprimere la propria unicità: diversamente dagli anni scorsi, il Pride 2021 si è concluso senza l'ormai "tradizionale" corteo, ma con una festa tra Arco della Pace e Parco Sempione. Una festa, sì, come non se ne vedevano da molto tempo a causa della pandemia, con un palco ai piedi del monumento, dal quale si sono esibiti gli ospiti e sono intervenuti i politici (in prima fila il sindaco di Milano, Beppe Sala e il deputato del Pd Alessandro Zan). Ma tanto è bastato ai presenti per unire in modo corale le proprie voci e chiedere l'approvazione di una legge contro l'omotransfobia. (Foto e testo a cura di Alessandro Di Mise).
Pride 2021 a Milano: il racconto per immagini
Raccontare con le parole non è semplice. Sono troppi gli stimoli visivi che si ricevono al Pride. A qualsiasi Pride. Che sia a Monza, a Milano, a Londra, a New York. Quello che caratterizza ogni manifestazione che abbia al centro, come fulcro, un'esplosiva voglia di libertà (insieme a una legittima richiesta di diritti), è quel senso di comunità, quel nesso quasi generazionale, capace di unire, tutti, indistintamente.
E così è stato anche al Pride di Milano, sabato 26 giugno 2021, evento conclusivo della Pride week proprio in quella Pride Square, ai piedi dell'Arco della Pace, che ha offerto gli spazi adeguati a contenere una vera e propria marea arcobaleno. L'invito, inizialmente, dell'Amministrazione comunale, era quello di sostare nel Parco Sempione, magari accompagnando la "siesta" con un pic nic.










In tanti hanno aderito alla proposta, riempiendo i giardini del parco recintato. Ma non è stato semplice contenere tutti i partecipanti. E quindi, pian piano, la fiumana coloratissima si è diretta verso la piazza. Il lungo serpentone è arrivato fin sotto il palco dal quale, oltre ai tanti ospiti presenti, hanno parlato anche il deputato Alessandro Zan e il sindaco di Milano Beppe Sala.
Difficile, si diceva, usare le parole per raccontare questa festa. Ma ci si prova. L'arrivo in Corso Sempione non è stato molto lineare: ovviamente data l'adesione, i pochi stalli solitamente liberi per parcheggiare l'auto, erano occupati. Trovare un'area di sosta è stata un po' un'impresa. Superato, però, il primo scoglio, il viaggio nel cuore del Pride può iniziare senza altri ostacoli.




















Che l'atmosfera sia frizzante per via dell'iniziativa, è chiaro anche stando ben distanti dall'Arco della Pace. Piccoli gruppi di amici, chi muniti di bandiera arcobaleno, chi indossando coloratissime calze, chi, ancora, semplicemente tenendo per mano il proprio partner, procedono a passo spedito in un'unica direzione. Come ai concerti, quando i fan impazienti camminano "sulle nuvole" pur di correre dai propri idoli.
Più ci si avvicina alla Pride Square, più l'adrenalina sale. Era da tanto tempo che non ci si trovava così a stretto contatto (la mascherina era obbligatoria, ma qualcuno ha anticipato di qualche ora l'ordinanza del Ministro Speranza) con un numero così imponente di persone. Nei locali sul piazzale è praticamente impossibile chiedere un aperitivo: tempi d'attesa lunghissimi proprio per la massiccia presenza di clienti.




















I tram, poi, procedono un po' a singhiozzo e la Polizia locale deve fare gli straordinari per garantire l'ordine pubblico. Tanti, infatti, forse un po' presi dall'entusiasmo, e qualcuno magari un pelo su di giri per qualche bollicina di troppo, attraversano la strada senza curarsi dei binari. E dei tram. Belli pieni, tra le altre cose, come non lo erano da più di un anno forse.
























Milano, insomma, è questa cosa qui: è il caos che prende forma in una dimensione unica, è la nevrosi che indossa l'abito da festa, è energia allo stato puro tra cemento e follia. Ma è anche, e l'evento in questione l'ha saputo dimostrare, una culla dei diritti civili. Più che la politica, infatti, più che gli organizzatori e i "fedelissimi" dei Pride, c'era la gente. I milanesi, le famiglie, i bambini, le mamme e i papà, le coppie, gli anziani.























Il servizio realizzato per PrimaMilano.it è stato anche ripreso da NocSenSei.