il mondo narrativo dell'autrice

Le mille storie nei libri di Chiara Lossani, finalista al Premio Bancarellino, passano dai Navigli di Milano fino ai ghiacciai dell’Antartide:

Autrice tradotta in più lingue Chiara ha scelto la narrativa per ragazzi come spazio privilegiato di libertà e immaginazione, convinta che proprio lì si possano accendere le scintille più autentiche

Le mille storie nei libri di Chiara Lossani, finalista al Premio Bancarellino, passano dai Navigli di Milano fino ai ghiacciai dell’Antartide:

Dai Navigli di Milano ai ghiacciai dell’Antartide, passando per sogni adolescenziali, misteri, scienza e grandi artisti: l’universo narrativo di Chiara Lossani è un intreccio di passioni che diventano storie e di storie che diventano occasioni di crescita.

 

Dai ghiacciai dell’Antartide alle rive del Naviglio: le mille storie nei libri di Chiara Lossani, finalista al Premio Bancarellino

Con Giallo sui Navigli, candidato al Premio Bancarellino, ha portato i lettori tra amicizia, inclusione e indagine, raccontando una Milano meno visibile ma profondamente umana. Con Le sei vette, pubblicato nella collana La scienza è un’avventura per Editoriale Scienza, ha trasformato la vita del glaciologo Claudio Smiraglia in un racconto capace di avvicinare i ragazzi alla ricerca scientifica e al tema urgente del cambiamento climatico.

 

Autrice tradotta in più lingue – basti pensare al successo internazionale di Vincent VanGogh. I colori del vento –, Chiara ha scelto la narrativa per ragazzi come spazio privilegiato di libertà e immaginazione, convinta che proprio lì si possano accendere le scintille più autentiche.

L’intervista a Chiara Lossani

Chiara, recentemente il tuo Giallo sui Navigli è stato candidato al premio Bancarellino. Prima di raccontarmi un po’ la genesi di questo libro, mi racconti quali sono le emozioni che si provano ad essere candidata a un premio letterario? Hai una lunga carriera, ma ogni nuovo libro e un’avventura a sé stante.

La candidatura al Premio Bancarellino con Giallo sui Navigli è stata per me un’emozione fortissima. Il mio libro verrà discusso e votato dai ragazzi delle scuole italiane, che lo stanno leggendo dopo essere stato selezionato da una giuria di esperti. Nella mia carriera ho ricevuto altri riconoscimenti, anche internazionali, ma il Bancarellino ha un valore speciale: è un premio storico e prestigioso, legato alla tradizione del Premio Bancarella, e soprattutto mette al centro i ragazzi, che dopo la selezione della giuria sono loro a leggere e scegliere il vincitore. Sapere che il mio libro è stato discusso e votato proprio dai giovani lettori a cui è destinato l’ho vissuto come una grande conferma del mio percorso nella letteratura per
ragazzi, che considero letteratura a pieno titolo.

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Quanto alla genesi del romanzo, l’ispirazione nasce dall’incontro con la squadra paralimpica di hockey su carrozzina di Monza, gli Sharks Monza. Ho conosciuto giovani straordinari, autonomi e determinati, e da lì è nata l’idea di ambientare un giallo nel loro mondo. Nel libro, ambientato a Milano, il furto del pulmino attrezzato della squadra diventa il punto di partenza per un’indagine che porta tre ragazzi a scoprire una città diversa: non solo quella brillante e ricca, ma quella dei fragili, degli invisibili e anche della solidarietà. Attraverso il mistero, ho voluto raccontare proprio questo volto nascosto di Milano.

Ora passiamo un po’ al giallo: è una storia di amicizia, inclusione, coraggio e di speranza. Ma quali sogni hanno i ragazzi della tua storia e quali sogni hanno le nuove generazioni che vengono sempre raccontate come pigre, passive, poco appassionate

Nel romanzo i sogni sono il vero motore della storia. I tre protagonisti – Yas, Mar e Gheo, ragazzi di diverse origini europee – hanno desideri molto concreti e coltivati con passione. Yas, portiera degli Smarts, sogna di diventare
investigatrice: ama la matematica e vede nella logica dei numeri la stessa struttura di un’indagine. Mar, invece, vuole fare la giornalista sportiva: va allo stadio con il padre, scrive le sue cronache e riesce perfino a ottenere l’attenzione di una grande redazione, iniziando una piccola collaborazione. È un sogno che nasce dall’entusiasmo e dalla determinazione –
e che in parte riflette anche il mio sogno di ragazza. Gheo, di origine greca, è affascinato dai miti antichi e ama la marcia: il suo obiettivo è partecipare alla Stramilano, sulle orme simboliche della Maratona. Accanto a questi sogni personali, nel libro corre anche un filo d’amore e di amicizia che dà forza ai protagonisti.
Quanto alle nuove generazioni, spesso vengono descritte come pigre o passive. È vero, le vediamo spesso con il cellulare in mano, ma incontrandole nelle scuole e nelle biblioteche posso dire il contrario: i ragazzi sono pieni di sogni. Hanno passioni, ambizioni, desideri di realizzazione. Hanno solo bisogno di adulti che li ascoltino, li incoraggino e li aiutino a
credere davvero nelle proprie possibilità.

Passiamo dai Navigli a Corsico. Il passo non è poi così lungo, anzi. Hai recentemente pubblicato un altro libro, Le sei vette, che racconta le avventure di un glaciologo corsichese di fama internazionale. Raccontami di questa collana e come è nata l’idea per questo libro.

Le sei vette nasce all’interno della collana La scienza è un’avventura, che ho ideato per Editoriale Scienza. Il filo conduttore è lo stesso di cui parlavamo prima: i sogni che diventano vita. Racconto storie vere di scienziati che hanno coltivato una passione nata da bambini fino a trasformarla nel proprio mestiere. Nel caso di Le sei vette, il protagonista è Claudio Smiraglia, glaciologo di fama internazionale originario di Corsico. Da ragazzo non amava nemmeno la montagna, ma una gita in Valtellina con l’oratorio gli fece scoprire il ghiacciaio dei Forni: fu un colpo di fulmine. Da quel momento nacque il sogno di studiare i ghiacciai, sogno che lo ha portato fino in Antartide, al Monte Kenya, sull’Himalaya e persino in spedizioni legate al K2.

Il libro è costruito attraverso quattro racconti-avventura, nati dalle lunghe interviste che gli ho fatto. I ragazzi scoprono così non solo luoghi straordinari, ma anche il valore della ricerca scientifica e l’urgenza del tema climatico. La collana comprende anche le storie di Marta Musso, biologa marina premiata dall’UNESCO, e di Emiliano Mori, studioso di animali selvatici volto della trasmissione Geo.

L’obiettivo è semplice ma profondo: mostrare ai ragazzi modelli positivi e far capire loro che una passione autentica, se custodita e coltivata, può diventare il lavoro di una vita. In fondo è quello che è successo anche a me con la scrittura: ogni libro è la realizzazione di un sogno che porto dentro da sempre.

Hai scritto davvero tanto nella tua carriera, c’è un’opera che è andata oltre ogni più rosea aspettativa?

Ogni storia è un pezzetto di me. In ogni libro io butto dentro tutta me stessa con grande passione. Talvolta mi vengono proposti e altre invece sono io a proporre il soggetto della storia. Amo molto i libri storici, anche sui personaggi o grandi artisti. Nel periodo di preparazione alla scrittura cerco tutto quello che possa sull’evento o il personaggio e questa
parte è la mia avventura, cioè la ricerca preliminare.

Il libro di cui non mi aspettavo il successo è Vincent Van Gogh, i colori del vento, con le illustrazioni di Ottavia Monaco. Un libro tradotto in 13 lingue e che ha girato il mondo. Un grandissimo successo grazie ovviamente al personaggio che è attraente e magnetico. Inizialmente scrissi questo libro con un po’ di timore verso il personaggio e le sue emozioni, ma all’editore non andò bene. Me lo fece riscrivere dandomi però uno spunto da cui ripartire. Sono tornata a casa e ho riscritto il testo che è diventato quello definitivo.

Ti sei specializzata nella narrativa per ragazzi, come mai? C’è un momento in cui hai deciso o semplicemente la tua creatività si è sempre sposata bene con le avventure per questa narrativa?

Io volevo scrivere storie fantastiche e che esprimessero la mia parte ragazzina, che sa sognare. E non volevo avere limiti, cosa che spesso ha la letteratura per adulti. Io credo molto nella letteratura per ragazzi e sono molto orgogliosa di essere una scrittrice per ragazzi.

Progetti futuri? Hai già qualche lavoro in cantiere?

Per fortuna tanti. Dovrà uscire un mio libro per Mondadori a gennaio del 2027, è in uscita per la Fiera di Bologna un mio libro illustrato con Edizioni Paoline che si intitola “A chi affiderò la Terra” e poi il quarto volume della serie La scienza è un’avventura. Quindi progetti futuri ne ho tantissimi e sono tutti lì che mi aspettano.

Fabio Fagnani