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Lavori socialmente utili per gli studenti violenti: la proposta di Valditara

Tra i sindacati, però, c'è chi accusa il ministro di avere una "visione arcaica e paternalistica"

Lavori socialmente utili per gli studenti violenti: la proposta di Valditara
Attualità Milano, 22 Novembre 2022 ore 13:15

Il neoministro dell'Istruzione ha annunciato gli interventi per migliorare la situazione delle scuole italiane. In particolare, Valditara si è focalizzato sul problema degli studenti violenti e sull'autorità dei docenti.

La proposta di Valditara

MILANO - Tra i piani del neoministro si legge un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni che non studiano e non lavorano, aumenti per gli insegnanti e, aspetto più rilevante e al centro di un acceso dibattito, i lavori socialmente utili per tutti quegli studenti che agiscono con violenza e aggressività.

Rinforzare l'autorità dei docenti

Per Valditara il ruolo dei docenti è fondamentale. Gli stessi insegnanti, dunque, devono accrescere la consapevolezza della propria autorevolezza e, per questo, una delle ipotesi è quella di aumentare le loro retribuzioni.

Inoltre, il ministro sta lavorando all’istituzione di "un tavolo per trovare soluzioni, che siano la didattica personalizzata, o lo psicologo, o sanzioni più efficaci, oltre alla chiamata alla responsabilità dei docenti, delle famiglie e dei ragazzi".

Come rispondono presidi e sindacati

La proposta ha subito suscitato reazioni contrastanti tra loro nei presidi e nei sindacati.

Francesco Sinopoli, che guida la Flc Cgil ha voluto sottolineare la "visione arcaica e paternalistica" della misura. Nulla di nuovo, invece, per Mario Rusconi, presidente dei presidi di Anp Roma, che ha affermato che "lo Statuto degli studenti, in vigore sia per le scuole medie sia per le superiori da oltre un decennio prevede una serie di sanzioni verso quegli studenti che commettano atti indisciplinati, forme di violenza o procurino danni alla scuola".

Il problema delle occupazioni

Rusconi, tuttavia, punta i riflettori sul problema delle occupazioni:

"rimane insoluta la questione dell’individuazione di chi occupa una scuola, non potendo accedere noi presidi ed i professori nei locali occupati. In diversi casi - sottolinea Rusconi, che ricorda come lo scorso anno le occupazioni di 50 istituti nella capitale hanno comportato una spesa per danni pari a 500 mila euro - la denuncia obbligatoria alle forze dell’ordine da parte dei dirigenti scolastici non ha ottenuto lo sgombero delle scuole, pur essendo stato richiesto. Il ministro dovrebbe intervenire su questo problema".

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