i verdetti

La sentenza del Processo Hydra conferma l’esistenza del “sistema mafioso lombardo”: 62 condanne, confiscato mezzo miliardo di euro

Il gup di Milano ha letto il dispositivo ieri sera, lunedì 12 gennaio 2025, nell’aula bunker del carcere di Opera

La sentenza del Processo Hydra conferma l’esistenza del “sistema mafioso lombardo”: 62 condanne, confiscato mezzo miliardo di euro

Con la conclusione del maxi processo “Hydra” il cosiddetto “sistema mafioso lombardo”, costitutito da Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra, ha subito una sonora stangata dalla giustizia: 145 persone coinvolte nell’inchiesta, 62 condanne, 45 rinvii a giudizio e confische per quasi mezzo miliardo di euro (nell’immagine un summit tra clan).

Alleanza tra le mafie in Lombardia: 62 condanne, confiscato mezzo miliardo di euro

MILANO – Il cosiddetto “sistema mafioso lombardo” ha subito un primo grande scossone. Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ne ha mandati a processo altri 45 nel maxi procedimento a carico di 145 persone, scaturito dall’inchiesta “Hydra” della Dda sull’alleanza tra affiliati di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra in Lombardia.

Come riportano i colleghi di Prima La Martesana, il giudice, che ha letto il dispositivo ieri sera, lunedì 12 gennaio 2025, nell’aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l’associazione mafiosa “costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni” criminali.

Nel 2023 partirono le indagini dei Carabinieri

Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo, che si sono avvalse anche di recenti dichiarazioni di alcuni imputati “pentiti”, erano passate per una decisione del gip Tommaso Perna che nell’ottobre del 2023 bocciò gran parte degli arresti, rigettando 142 istanze di misura cautelare su 153, poi però confermati dal Riesame e dalla Cassazione. La maggior parte degli imputati si trova in carcere.

I verdetti: 16 anni di carcere la pena più alta

La pena più alta, 16 anni, è stata inflitta a Massimo Rosi, considerato esponente di vertice della ‘ndrangheta. Degli 80 imputati in abbreviato, 18 sono stati assolti. Nove hanno patteggiato. Undici imputati sono stati prosciolti in udienza preliminare.

Confische milionarie

Oltre alle 62 condanne a pene fino a 16 anni di carcere e ai 45 imputati mandati a processo, il gup Mancini ha anche disposto confische per quasi mezzo miliardo di euro. Confische che arriveranno se la sentenza dovesse diventare definitiva. In particolare, il giudice ha anche ordinato la confisca di circa 225 milioni di euro, che erano già stati sequestrati nel 2023 dal gip. Somma che la Procura ritiene il “profitto del reato associativo”, ossia del “sistema mafioso lombardo”.

In più è stata disposta la confisca di circa 218 milioni di euro riconducibili ai fratelli Abilone, in particolare come presunti crediti Iva fittizi. E ancora confische di altre somme per circa 10 milioni.

Decisi anche i risarcimenti

Il giudice ha anche riconosciuto risarcimenti, da quantificarsi in sede civile, per le parti civili, tra cui il Comune di Milano, quello di Varese, la Regione Lombardia, la Città metropolitana di Milano, ma anche due associazioni come Libera e WikiMafia. E provvisionali immediatamente esecutive da 10mila euro per ciascuna delle parti civili.