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La testimonianza

La mia vaccinazione: varcare la soglia dell’Hangar Bicocca e realizzare che questa sarà storia

Uno spazio immenso destinato alla cultura e ripensato per proteggerci nel momento del bisogno senza rinunciare all'arte: così l'Hub milanese verrà raccontato tra qualche anno.

La mia vaccinazione: varcare la soglia dell’Hangar Bicocca e realizzare che questa sarà storia
Attualità Milano, 01 Maggio 2021 ore 11:29

Uno spazio immenso destinato alla cultura e ripensato per proteggerci nel momento del bisogno senza rinunciare all’arte: così l’Hub milanese verrà raccontato tra qualche anno.

Stiamo scrivendo la storia una vaccinazione alla volta

Oggi mentre varcavo la soglia dell’Hangar Bicocca mi sono accorta che quello che stiamo vivendo passerà alla storia, un’inoculazione alla volta.

Passerà alla storia come uno dei più grandi spazi espositivi di Milano sia stato trasformato completamente nel suo scopo e nel suo interno, senza però rinunciare a un’arte che con le sue torri di cemento, i suoi “Sette palazzi celesti”, ci ricorda che sono tante le battaglie da combattere ancora. Un luogo paradossalmente suggestivo che non ci permette di dimenticare  che non c’è solo la lotta al Coronavirus e ce lo ricorda proprio lì dove il nemico si sta accoltellando con ferocia.

Non mi ero accorta di quanto stesse succedendo finché non sono entrata nel mega hub in Bicocca, finché non ho visto davvero i sanitari che come piccoli soldatini, ognuno con il proprio compito, lavorano laboriosamente e senza sosta per vaccinare più persone possibili ogni giorno dopo aver, per mesi lunghissimi, cercato di salvare quelle stesse vite che ora grazie al vaccino riusciranno a proteggere.

Come funziona

Una volta entrata trovi tutti: gli operatori sanitari, i volontari dai colori sgargianti, i cittadini più anziani e quelli più giovani che li accompagnano. Tra loro ogni tanto risalta un volto senza rughe, quello di chi è troppo fragile per combattere da solo questa battaglia: in ogni caso tutti usciti dall’Hangar con la faccia soddisfatta di chi sa di aver fatto il proprio dovere sociale, di chi spera che ora “andrà tutto bene” davvero.

All’Hangar Bicocca, come in tutti i grandi Hub riorganizzati per questo scopo, si sta svolgendo una campagna vaccinale impressionante che rimarrà per sempre nella nostra memoria.
Tutti i passaggi sono necessariamente e meticolosamente studiati: dall’Agente di Polizia Locale che all’ingresso dei capannoni di Regione Lombardia ti domanda il codice della tua prenotazione, passando poi agli operatori della Protezione Civile che ti invitano a igienizzarti le mani assegnandoti un numero che ti rappresenterà per tutta la durata della tua permanenza dell’Hub.

Aspetti cinque minuti e ti chiamano con quello stesso numero per l’accettazione: nome e cognome? Prima dose? E’ qui per età o categoria? Si vede che è giovane, ma sa, non si sa mai, con la mascherina..

Poi torni a sederti finché il tuo numero non compare nuovamente sullo schermo indicandoti  lo sportello dove devi recarti per la somministrazione.

E mentre tu aspetti il tuo turno c’è un mondo che lavora

Ma nel frattempo, mentre tu aspetti, c’è un mondo che lavora: operatori laboriosi che aprono, iniettano, chiudono, buttano, spiegano. Professionisti che con garbo danno informazioni ai più spaesati, volontari che aiutano l’anziana figlia di una ancor più anziana madre a spingere la carrozzina, che si rendono disponibili per chiunque abbia bisogno di un aiuto. Nessuno di loro è con le mani in mano: sono stanchi, accaldati e di fretta, hanno tante cose da fare e poco tempo.

Del resto è questo che stanno facendo da mesi, correndo contro il tempo.

Una lotta contro il tempo che si combatte insieme

Poi arriva il tuo momento e ti rechi allo sportello proprio mentre gli infermieri stanno facendo il cambio turno e hai modo di osservare come lavorano: si spiegano che domande devono fare agli utenti, si ricordano quali sono i documenti da stampare e quali no prestando attenzione a quelle 35 persone che compaiono sullo schermo e che sono in attesa di essere chiamate. E si mettono fretta tra loro, perché bisogna essere precisi ma veloci, perché quelle 35 persone che aspettano sono troppe per stare tutte assieme, anche se in uno spazio grande come quello dell’Hangar.

Pfizer è l’unico vaccino disponibile perché questa mattina AstraZeneca è terminato.. così almeno ora risparmieranno il periodo di convincimento a vaccinarsi nonostante i timori.

Neanche il tempo di mettere a nudo il braccio sinistro che la vaccinazione è già stata fatta e tu vieni spedita nell’area di osservazione, dove dovrai rimanerci per 15 minuti, il tempo necessario ad assicurarsi che non ci siano reazioni avverse al vaccino e a tirare fuori il computer per raccontare tutto questo.

La seconda dose ti aspetta

Finito il periodo di osservazioni prendi le tue cose e torni a casa, tra meno di un mese ti ripresenterai qui a fare la seconda dose. Ma nel frattempo, mentre lasci quella struttura che hai sempre collegato a mostre, esposizioni ed esperienze culturali, ti rimane la convinzione che sarà incredibile tra qualche anno raccontare ai tuoi nipoti come in questi giorni migliaia di persone si erano presentate davanti a quell’enorme struttura per proteggersi da un nemico invisibile che le teneva in scacco da oltre un anno ma che erano riuscite a battere grazie al lavoro degli infaticabili uomini in camice di cui si erano fidati.

Giordana Liliana Monti 

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