Attualità
la cerimonia di inaugurazione

Inaugurata in largo Richini la statua dedicata a Margherita Hack

L'opera posizionata di fronte all'Università Statale, è stata realizzata per celebrare la scienziata a cento anni dalla sua nascita.

Inaugurata in largo Richini la statua dedicata a Margherita Hack
Attualità Milano, 14 Giugno 2022 ore 11:36

La statua è stata installata in occasione del centenario della celebre scienziata ed è la prima opera in Italia dedicata ad una donna di scienza su suolo pubblico.

E' posizionata di fronte all'Università Statale

MILANO - E' stata inaugurata oggi in Largo Richini, davanti all'Università Statale di Milano, la scultura dedicata a Margherita Hack.

A cento anni dalla sua nascita

Il progetto è stato promosso da Fondazione Deloitte, in collaborazione con Casa degli Artisti e con il supporto del Comune di Milano - Ufficio Arte negli Spazi Pubblici. La scultura, realizzata in bronzo e alta 270 cm, è stata installata in occasione del centenario, ieri, dalla nascita dell’astrofisica e rappresenta la prima opera d’arte su suolo pubblico, a Milano e in Italia, dedicata a una donna scienziata. L’opera è stata donata al Comune di Milano da Fondazione Deloitte, che si farà carico della manutenzione ordinaria e straordinaria.

La cerimonia di inaugurazione

Alla cerimonia hanno partecipato Tommaso Sacchi (Assessore alla Cultura di Milano), Guido Borsani (Presidente di Fondazione Deloitte), Fabio Pompei (CEO Deloitte Italia), Elio Franzini (Rettore Università Statale Milano), Valentina Kastlunger (Presidente Casa degli Artisti), Sissi (artista autrice dell’opera e accademica bolognese) e Simona Cerrato (ricercatrice e divulgatrice scientifica).

Guido Borsani: "Un modello positivo per le future generazioni"

Guido Borsani, presidente di Fondazione Deloitte, ha commentato: “La scultura rappresenta un tributo ai meriti scientifici di Margherita Hack, ma soprattutto vuole offrire un modello positivo per le future generazioni. Si tratta di un progetto in cui Fondazione Deloitte crede fermamente e che si inserisce in un percorso iniziato due anni fa con l’istituzione dell’Osservatorio sulle materie STEM, nato con l’obiettivo di stimolare ragazze e ragazzi a intraprendere percorsi di studio in ambito tecnico-scientifico. Oggi, con la posa di quest’opera, speriamo di offrire ai giovani – e soprattutto alle ragazze – un modello a cui ispirarsi. Un modello che li spinga a essere curiosi, a studiare, a capire il mondo attraverso la scienza”.

La scultura

L’opera dal titolo “Sguardo fisico” è dell’artista bolognese Sissi. La scultura in bronzo rappresenta Margherita Hack come una metamorfosi: una persona nata dagli elementi di una galassia e impegnata a studiare le stelle che la formano. Il corpo è di colore grigio intenso: emerge dal magma della vita che pulsa dentro la crosta terrestre. Le mani di colore oro, come gli astri incastonati nella galassia sono alzate verso il cielo per guardarvi attraverso senza strumenti. Il titolo “Sguardo fisico” gioca con la sua identità di astro-fisica: lo “Sguardo” è il senso capace di percepire gli stimoli luminosi, “Fisico” non solo richiama la radice della sua professione, ma anche la concretezza e solidità del suo atteggiamento intellettuale e filosofico.

L’opera ha vinto il concorso di idee lanciato a luglio 2021, a cui hanno aderito 8 artiste italiane e internazionali. È stata realizzata tra febbraio e maggio 2022 con e presso la Bottega d’arte Ceramica Gatti di Faenza e la Fonderia artistica De Carli di Torino, con il supporto di Casa degli Artisti.

La Presidente di Casa degli Artisti

Valentina Kastlunger, Presidente di Casa degli Artisti ha aggiunto: “Come Casa degli Artisti siamo orgogliosi di aver fatto parte di questo progetto. Un progetto corale, che ha messo insieme il lavoro di tante persone e tanti mondi diversi: scienza, arte, impresa, istituzioni pubbliche e organizzazioni non profit. Siamo da parte nostra convinti che l’arte possa avere un ruolo importante nel ridefinire lo spazio pubblico, materiale e immateriale.

Scegliere come modello una scienziata, una donna e un’interprete del contemporaneo come Margherita Hack è significativo. Scegliere di farlo attraverso il linguaggio dell’arte, donando a Milano l’opera di un’artista che è riuscita a reinterpretare il concetto di monumento senza stravolgerlo ma senza rimanerne imprigionata, a rispettare il difficile criterio della riconoscibilità inserendovi elementi simbolici e concettuali immediatamente comprensibili anche ai passanti casuali, è lungimirante".

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter