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Il teatro fuori dalla Scala: tutti vip annunciati per la Prima a Milano

All'evento prenderà parte un lungo fiume di personalità, da cariche istituzionali ad attori, ballerini e intellettuali

Il teatro fuori dalla Scala: tutti vip annunciati per la Prima a Milano
Attualità Milano, 07 Dicembre 2022 ore 11:06

Oggi al Teatro alla Scala verrà inaugurata la Stagione d’Opera 2022-2023 con Boris Godunov di Modest Musorgskij (versione 1869) diretto da Riccardo Chailly con la regia di Kasper Holten e Ildar Abdrazakov nel ruolo eponimo. La Serata di Sant’Ambrogio - evidenzia il Teatro alla Scala - segna una forte presenza istituzionale che include le massime cariche dello Stato, della Regione e della Città. Sono stati accreditati giornalisti provenienti da 14 Paesi.

Tutti i vip annunciati per la Prima

MILANO - Lo spettacolo ha inizio alle ore 18, Rai1 trasmette in diretta cominciando le presentazioni dalle 17:45 e le porte del Teatro si aprono alle 16.30. In ragione della presenza del Presidente della Repubblica, anche quest’anno si richiede a tutto il pubblico di prendere posto in sala entro e non oltre le 17.30.

Tra le numerose personalità del mondo della politica, dell’imprenditoria e della società milanese spiccano quest’anno alcuni esponenti del mondo del cinema: il regista Luca Guadagnino e gli attori Stefano Accorsi, Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco.

Il Teatro ha voluto sottolineare l’emergere nel Corpo di Ballo di nuove personalità ormai note al grande pubblico invitando alla Prima i suoi Primi Ballerini. Ci saranno Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Martina Arduino e Marco Agostino, e Alice Mariani, prima ballerina da pochi mesi - oltre all’étoile Roberto Bolle, sempre presente alle Prime, e a Beppe Menegatti.

Tra i rappresentanti della cultura ci saranno lo scrittore Alessandro Baricco, gli slavisti Fausto Malcovati e Cesare De Michelis, l’editore Luca Formenton (il Saggiatore), il CEO di Adelphi Roberto Colaianni, il Sovrintendete della Pinacoteca di Brera James Bradburne, gli architetti Stefano Boeri, presidente della Triennale, Mario Botta e Italo Rota.

Il mondo del Teatro sarà rappresentato dal direttore del Piccolo Claudio Longhi e dalla regista e direttrice del Franco Parenti Andrée Ruth Shammah, cui si aggiunge la scenografa Margherita Palli.

Per la Rai saranno in sala il Presidente Marinella Soldi e l’AD Carlo Fuortes; tra gli ospiti anche il Presidente dell’Università Bocconi Mario Monti insieme al suo successore Andrea Sironi, l’Ambasciatore Sergio Romano, il Presidente del VIDAS Ferruccio De Bortoli e la giornalista Natalia Aspesi.

Particolarmente densa la presenza di Sovrintendenti delle istituzioni musicali europee: Alexander Neef dell’Opéra di Parigi, Joan Matabosch del Real di Madrid, Elisabeth Sobotka, designata alla Staatsoper di Berlino dal 2024, Valenti Oviedo del Liceu di Barcellona, Thomas Angyan storico direttore artistico del Musikverein. Tra gli italiani Alexander Pereira del Maggio Musicale, Fortunato Ortombina della Fenice, Michele dall’Ongaro di Santa Cecilia, Claudio Orazi del Carlo Felice, Fulvio Macciardi del Comunale di Bologna oltre al già Sovrintendente della Scala Carlo Fontana.

Ambientalisti imbrattano il teatro con la vernice

Ma non è tutto rose e fiori nel giorno della Prima, in quanto proprio questa mattina cinque ambientalisti di Ultima Generazione, il gruppo che ormai da tempo porta avanti proteste per sensibilizzare sull'emergenza climatica, ha imbrattato le pareti esterne del Teatro con della vernice colorata. I cinque sono stati bloccati dalla Polizia, che sta presidiando il Teatro proprio in occasione della Prima, e sono stati portati in Questura. Uno degli attivisti ha spiegato le ragioni del gesto:

"Abbiamo deciso di imbrattare con della vernice il teatro alla Scala per chiedere ai politici che questa sera assisteranno allo spettacolo di tirare fuori la testa dalla sabbia e intervenire per salvare la popolazione. La situazione economica e ambientale del Paese peggiora di giorno in giorno e, invece di prendere le misure necessarie a salvaguardare il futuro dell’Italia da siccità e disastri climatici, la politica si rinchiude a godersi uno spettacolo per poche persone, così come riserva a poche persone la possibilità di salvarsi dal disastro alimentato dai continui stanziamenti all’industria del fossile. Speriamo che le macchie sulla facciata della Scala ricordino a Giorgia Meloni e Sergio Mattarella le proprie responsabilità e li spingano ad agire, prima che si ripeta un’altra Ischia".

Nel gruppo c'è anche un musicista, particolarmente provato dalla situazione:

"Da musicista, La Scala è il sogno, l'obiettivo. Non solo da esecutore, o addirittura da direttore, ma anche solo da spettatore. Vorresti che un posto così restasse per sempre per portarci i tuoi figli e le tue figlie o la scolaresca di cui sarai professore. Poi capisci la situazione: il sogno non è più avere un giorno abbastanza soldi per andare alla Scala, ma averne abbastanza per mangiare; è un sogno pensare che l'edificio sarà ancora in piedi, che ci faranno ancora concerti. Il nostro gesto è un grido di amore verso la musica e, ancora una volta, va a toccare oggetti inanimati ritenuti più sacri delle nostre vite, in un momento in cui è più che mai evidente la dissonanza fra la crisi più grande che l'umanità abbia mai vissuto (e creato) e la miopia delle priorità delle persone, soprattutto delle massime cariche di questo Stato".

Lo spettacolo che andrà in scena, spiegano, racconta del popolo russo dilaniato dalla fame e dalla guerra:

"Vorremmo che le attrici e gli attori che interpreteranno la storia di un’oligarca comprendessero che lo stanno facendo per altri oligarchi e decidessero di ribellarsi insieme a noi. Speriamo che le istituzioni culturali comincino ad alzare l’asticella delle loro proteste. Non c’è in ballo il mero interesse egoistico del rischio del proprio lavoro, parliamo di vite umane: siamo tutti attori e attrici in questa prima dell’apocalisse e, in quanto tali, possiamo agire nella storia".

Le altre proteste annunciate

Ma le proteste non si fermano qui, e a scendere in piazza ci sarà anche la comunità ucraina, che chiede la pace e che non ha apprezzato la scelta del teatro di inaugurare con uno spettacolo russo (il console Andrii Kartysh ha chiesto nei giorni scorso di cancellarla, invano).

Ma nel malcontento generale c'è anche quello di chi è contrario alla Meloni e alla sua manovra: Cub ha organizzato una petizione su change.org per dire alla premier che non è la benvenuta. Presenti anche gli antagonisti di centri sociali come il Cantiere e il Lambretta, mentre i Cobas Lombardia presenteranno il referendum e, dalle 18, ora d'inizio dell'opera, partiranno con una contestazione con cena "a lume di candela visto il periodo di austerity".

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