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Il boom dell'intelligenza artificiale in Italia: crescita record per il settore

La maggior parte degli investimenti si concentra su soluzioni per l'analisi e l'interpretazione dei testi.

Il boom dell'intelligenza artificiale in Italia: crescita record per il settore
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L'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale (IA) in Italia sta attraversando una fase di crescita esponenziale, comprovata dai dati più recenti forniti dall'Osservatorio Artificial Intelligence della School of Management del Politecnico di Milano. Nel corso del 2023, infatti, il mercato ha fatto registrare un aumento del 52%, raggiungendo un valore totale di 760 milioni di euro, un incremento che rappresenta una notevole accelerazione rispetto al +32% registrato nel 2022, evidenziando un interesse sempre crescente nelle tecnologie basate sull'IA. Ecco più nel dettaglio cosa sta accadendo.

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Quali sono le IA su cui si investe di più

L'espressione "intelligenza artificiale" fa riferimento, come sappiamo, a diverse tipologie di soluzioni che, sfruttando la capacità di apprendimento delle macchine, riescono a svolgere attività di varia natura, sostituendo o supportando gli operatori umani. Abbiamo visto, in questi anni, diffondersi sempre più sistemi volti a migliorare e personalizzare le esperienze degli utenti online, come accade nel campo dei giochi di casino, dove le società specializzate in questo tipo di passatempi hanno integrato tecnologie di IA sempre più efficienti, per permettere agli appassionati di godere di slot machine di ultima generazione come Sweet Bonanza e altri svaghi, contando su maggiori livelli di sicurezza e personalizzazione di temi e livelli di difficoltà. L'IA è dunque diventata predominante in molti campi, a partire dall'intrattenimento per arrivare ad ambiti professionali anche molto specializzati.

Il report mette in luce che la maggior parte degli investimenti si concentra su soluzioni per l'analisi e l'interpretazione dei testi, ma emerge anche un notevole interesse nella Generative AI. In particolare, il 67% delle organizzazioni ha discusso internamente delle applicazioni della Generative AI, con il 25% di esse che ha già avviato sperimentazioni. Tuttavia, nonostante la promettente crescita, la Generative AI non sembra ancora essere in grado di colmare completamente il divario nell'adozione dell'IA tra le grandi organizzazioni.

Percezione dell'IA in Italia: conoscenza diffusa ma confusione persistente

L'indagine si concentra poi sui livelli di conoscenza dell'IA nel nostro Paese, rivelando che nel 2023 quasi tutti gli italiani (98%) dichiaravano di sapere dell'esistenza dell'IA, ma solo il 29% di essi sosteneva di possedere una conoscenza medio-alta in materia. Nonostante l'alto interesse, persiste peraltro una certa confusione: il 75% degli italiani ha sentito parlare di ChatGPT, anche in virtù dell'attenzione mediatica dei mesi scorsi, ma solo il 57% conosce il termine "Intelligenza Artificiale Generativa".

Il 77% degli italiani, tra l'altro, mostra una certa preoccupazione nei confronti dell'IA per ciò che riguarda i rischi occupazionali, ma solo il 17% è categoricamente contrario alla sua introduzione nelle attività professionali, dimostrando come a fronte dei comprensibili dubbi nei confronti di questa nuova tecnologia vi sia comunque la percezione che un suo corretto uso possa supportare i lavoratori anziché peggiorare la loro situazione.

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Effetti sull'occupazione: automazione e nuove competenze

L'IA in Italia ha attualmente la capacità di automatizzare il 50% dei "posti di lavoro equivalenti", ma tale potenziale è stato sfruttato solo in minima parte. Nel prossimo decennio, le nuove competenze delle macchine potrebbero però sostituire il lavoro di 3,8 milioni di persone nel paese, aprendo a non pochi problemi in termini di occupazione. Giovanni Miragliotta, Direttore dell'Osservatorio Artificial Intelligence, ritiene tuttavia che l'automazione di parte dei posti di lavoro possa essere una necessità per risolvere il crescente deficit di posti di lavoro equivalenti previsto entro il 2033, causato dall'invecchiamento della popolazione.

Va anche osservato, inoltre, come l'intelligenza artificiale possa essere un importante strumento per automatizzare le attività più ripetitive, consentendo all'uomo di concentrarsi su quelle a maggior valore aggiunto: in buona sostanza, come accaduto con l'introduzione dei computer, questo ulteriore step tecnologico potrebbe tradursi in un rinnovamento delle competenze professionali e in un generale miglioramento delle condizioni degli stessi lavoratori, a patto di prestare attenzione alle loro nuove esigenze, alla formazione e alla giusta redistribuzione dei benefici per trarre valore dallo sviluppo dell'IA.

Il dominio delle grandi aziende nel mercato italiano dell'IA

Un ultimo sguardo va dato alla ripartizione del mercato dell'IA in Italia, che risulta essere attualmente dominato per il 90% dalle grandi aziende, mentre le PMI e il settore pubblico detengono quote più limitate. Le soluzioni per l'analisi e l'estrazione di dati sono al centro degli investimenti, rappresentando il 29% del mercato, seguite da progetti di interpretazione linguistica (27%) e sistemi di raccomandazione personalizzati (22%). La spesa media per l'IA è invece guidata dai settori delle telecomunicazioni, media e assicurazioni.

L'Italia sta dunque sperimentando un boom senza precedenti nell'adozione dell'intelligenza artificiale, con una crescita notevole nel mercato e un aumento dell'attenzione da parte degli italiani. Tuttavia, le sfide legate all'occupazione, alla percezione pubblica e alla necessità di una guida scientifica rimangono centrali per garantire un'adozione equilibrata e vantaggiosa di queste nuove e potentissime tecnologie.

 

 

 

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