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Case popolari, i sindacati: “Assegnata meno della metà degli alloggi previsti negli ultimi cinque anni”

Dal 2021 a oggi oltre 5mila appartamenti Sap non consegnati. In 17mila ancora in attesa di una casa

Case popolari, i sindacati: “Assegnata meno della metà degli alloggi previsti negli ultimi cinque anni”

Secondo il report diffuso in conferenza stampa dai sindacati, negli ultimi cinque anni si è creato un divario incolmabile tra le promesse istituzionali e la realtà delle assegnazioni: sono oltre 5.000 gli alloggi Sap persi per strada dal 2021 a oggi a Milano.

Case popolari, i sindacati: “Assegnata meno della metà degli alloggi previsti negli ultimi cinque anni”

MILANO – A Milano il piano delle assegnazioni di edilizia residenziale pubblica continua a registrare uno scarto significativo tra obiettivi annunciati e risultati effettivi. A denunciarlo sono Sicet, Unione Inquilini e Asia che, insieme ad alcuni sportelli territoriali per il diritto all’abitare, hanno presentato i dati in una conferenza stampa in piazza della Scala, a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio comunale del Piano dell’offerta dei servizi abitativi 2026.

Il nuovo piano prevede 2.321 assegnazioni complessive: 2.047 alloggi destinati ai Servizi abitativi pubblici (Sap) — di cui 897 di proprietà comunale gestiti da MM e 1.150 di Aler — e 274 unità per i Servizi abitativi transitori (Sat), riservati alle emergenze.

Un problema che si è più aggravato negli ultimi anni

Ma secondo i sindacati il problema riguarda soprattutto il passato recente. Tra il 2021 e il 2025, a fronte di 9.440 alloggi Sap programmati, ne sarebbero stati effettivamente assegnati 4.320, meno del 50%. Il divario, calcolano le organizzazioni, supera le 5mila unità. Solo nel 2025, su 1.870 appartamenti previsti, ne sarebbero stati consegnati 992.

Criticità vengono evidenziate anche nella gestione: nel 2025 MM avrebbe assegnato 331 alloggi su 720 programmati, mentre Aler 661 su 1.150. Ancora più marcato, secondo i dati diffusi, il ritardo sugli alloggi transitori per l’emergenza abitativa: Aler non avrebbe assegnato nessuna delle 50 unità previste, mentre MM si sarebbe fermata a 94 su 180. Negli ultimi cinque anni, sostengono i sindacati, mancherebbero all’appello 485 Sat rispetto agli obiettivi fissati.

Intanto la domanda resta elevata: sono 17.300 le famiglie attualmente in graduatoria per una casa popolare. Al 31 novembre scorso risultavano eseguiti 1.597 sfratti, con oltre mille richieste pendenti per soluzioni temporanee.

Assegnazioni inadeguate rispetto alla composizione dei nuclei

Tra le criticità segnalate anche l’inadeguatezza di alcune assegnazioni rispetto alla composizione dei nuclei familiari, con famiglie numerose ospitate in alloggi di piccola metratura: “ci sono casi di famiglie numerose, magari di 4 o 5 persone, che permangono per anni in alloggi di metratura ridotta di 40 o 50 mq”, dicono dall’Unione Inquilini .

Infine, gli sportelli territoriali hanno denunciato la sospensione del programma di “residenza fittizia”, che consentiva a persone prive di un domicilio stabile di ottenere documenti come carta d’identità e tessera sanitaria: “Il Comune ha sospeso il programma della residenza fittizia che era un modo per tante persone, magari migranti che hanno magari solo un posto letto in un alloggio condiviso, di avere una residenza presso un Municipio. Adesso che non c’è più questa possibilità, in molti hanno dei grossi problemi anche ad avere quei documenti di base come la carta d’identità o la tessera sanitaria”, ha spiegato Ida Regalia della Caritas di San Dionigi.

I sindacati chiedono ora misure per accelerare lo scorrimento delle graduatorie e ridurre il divario tra programmazione e assegnazioni effettive.