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"Non c'è motivo di allarme"

Al San Paolo di Milano caso sospetto di epatite ignota, sotto esame un bimbo di 4 anni

In Lombardia per il momento sono due i casi di epatite ignota accertati: oggi i medici milanesi effettueranno altri esami per capire di cosa si tratta.

Al San Paolo di Milano caso sospetto di epatite ignota, sotto esame un bimbo di 4 anni
Attualità Milano, 27 Aprile 2022 ore 09:44

Il sospetto è che si tratti di un caso di epatite dalla causa ancora ignota che sta colpendo diversi bambini, la certezza (o l'esclusione di tale ipotesi) però ancora non c'è e dovrebbe arrivare in giornata.

Primo caso sospetto di epatite ignota a Milano

Il sospetto che potesse trattarsi di questa ignota malattia ai professionisti dell'ospedale San Paolo di Milano è sorto quando un piccolo paziente di soli 4 anni ha manifestato un colorito giallognolo con valori del fegato molto alterati. Per questo i medici milanesi hanno eseguito diverse analisi, le ultime delle quali verranno svolte proprio nella giornata di oggi, mercoledì 27 aprile 2022, per appurare o escludere che si tratti di questa misteriosa epatite che sta colpendo diversi bambini.

In Lombardia nei giorni scorsi già due bambini di 6 e 11 anni sono stati ricoverati a Bergamo all'ospedale Papa Giovanni XXIII proprio per questa epatite dalla causa al momento sconosciuta, ma a Milano quello del 4enne sarebbe il primo caso.

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Primi due casi di "epatite a eziologia ignota" in Lombardia

Come riporta Prima Bergamo, a essere colpiti dall’epatite acuta sono stati un ragazzino di 11 anni, per il quale è stato necessario un trapianto, e una bambina di 6 anni, ricoverati entrambi all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Casi di epatiti acute pediatriche sono stati registrati negli ultimi mesi in Inghilterra (dove sono 70 i casi sotto indagine), Scozia, Danimarca, Olanda, Spagna, Irlanda, Stati Uniti e Israele.

Nonostante l’apprensione tra la popolazione, i medici fin da subito hanno invitato alla calma. Angelo Di Giorgio, dell’equipe di Epatologia e gastroenterologia pediatrica e dei trapianti del Papa Giovanni, ha sottolineato che in questo momento non ci sono evidenze che consentano di parlare di una situazione allarmante. Dai primi dati raccolti da un monitoraggio nazionale della Società italiana, gastroenterologia patologia e nutrizione pediatrica, i casi accertati di questa malattia non sarebbero in crescita.

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I sintomi di questa malattia

Al momento si sa ancora poco sulla malattia, anche sei i casi identificati presentano tutti alcuni aspetti comuni. A partire, come spiega News Prima, da una grave infiammazione del fegato, che si presenta con ittero preceduto da sintomi gastrointestinali (principalmente vomito). Nel Regno Unito il 77 per cento dei bambini che hanno contratto la malattia è risultato positivo a una forma di adenovirus, famiglia di virus comuni che di norma causano semplici raffreddori.

In alcuni casi ci sono state guarigioni spontanee, nelle quali gli epatociti si sono rigenerati. In altri casi (8 in totale sinora), invece il fegato, non è riuscito a recuperare il danno ed è stato necessario un trapianto.

Tra le cause, alcuni hanno ipotizzato che i bambini si possano ammalare a causa del loro sistema immunitario più fragile, perché negli ultimi due anni sono stati poco esposti a occasioni di socialità. Un’ipotesi non confermata ancora da correlazioni scientifiche. I ricercatori, escludono invece un legame con il vaccino anti-Covid, dato che nessuno dei bambini malati era stato sottoposto all'inoculazione.

 

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