il racconto

Al Polimi 100 candidati agli Orientation Day di ASLAM per la formazione professionale dei giovani migranti con il Progetto BRIDGE

ASLAM ha presentato nelle due giornate milanesi i corsi dell'edizione 2026-2027

Al Polimi 100 candidati agli Orientation Day di ASLAM per la formazione professionale dei giovani migranti con il Progetto BRIDGE

Il dibattito pubblico italiano sulla migrazione si è incastrato da tempo su una partita a due porte: da un lato chi si ferma allo slogan dell’accoglienza in quanto tale, dall’altro chi la osteggia, o addirittura agita la parola “remigrazione”. Due tifoserie che si fronteggiano da curve opposte e che, esattamente come allo stadio, non spostano di un centimetro il risultato in campo. Nel frattempo, fuori dal rumore, c’è chi l’integrazione prova a farla davvero: nel concreto, un’aula e un laboratorio alla volta.

È il caso di ASLAM, ente di formazione professionale accreditato presso Regione Lombardia, e del suo progetto BRIDGE, dedicato alla formazione professionale dei giovani migranti dai 18 ai 35 anni. Qui non ci sono proclami, ma numeri e mestieri: 101 iscritti al primo anno, 72 qualifiche professionali conseguite, sette corsi gratuiti per il 2026-2027 in termoidraulica, meccanica, saldatura, impiantistica elettrica, pelletteria, riparazione di veicoli a motore e lavorazione del legno. Percorsi costruiti insieme alle imprese, che oggi in Lombardia cercano decine di migliaia di addetti e non li trovano. E cento tra ragazzi e ragazze che, agli Orientation Day ospitati dal POLIMI Graduate School of Management, hanno sostenuto test e colloqui per capire quale strada prendere.

Da sx, Naomi Frank, Carlo Carabelli, Enrico Bellazzecca, Ylenia Dell’Acqua, Hala Sharara

Il punto è tutto qui: l’integrazione non è un’opinione da difendere in tribuna, è un lavoro, una qualifica, uno stipendio, un’autonomia. BRIDGE lo dice nel nome — un ponte tra il bisogno di competenze delle aziende e il desiderio di futuro di chi è arrivato in Italia per costruirselo. Ed è, forse, l’unico modo serio di stare dentro questa discussione: smettere di fare il tifo e cominciare a fare.

Un ponte tra il fabbisogno delle imprese e il futuro dei giovani migranti

MILANO – ASLAM ha sviluppato BRIDGE per rispondere alla crescente richiesta espressa dalle imprese lombarde, che oggi registrano una carenza stimata in decine di migliaia di addetti. L’iniziativa “pilota”, avviata nel 2025 e finanziata da Fondazione Villum, nasce dalla volontà di trasformare questo fabbisogno occupazionale in un’opportunità di inclusione: percorsi formativi gratuiti, costruiti insieme alle aziende e finalizzati all’acquisizione di competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro.

Il progetto si regge su una rete che coinvolge i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), cooperative sociali, centri di prima accoglienza e partner istituzionali. L’obiettivo: formare 300 lavoratori nell’arco di quattro anni.

Test, colloqui e orientamento: come si sono svolte le due giornate

Durante gli Orientation Day sono stati presentati i corsi 2026-2027. I candidati hanno potuto approfondire l’offerta formativa di ASLAM, confrontarsi con tutor e orientatori, sostenere test di selezione e colloqui individuali finalizzati a individuare il percorso professionale più adatto.

I numeri del primo anno: 72 qualificati su 101 iscritti

Le due giornate al Polimi seguono agli esami sostenuti nei giorni scorsi dagli studenti del primo anno del progetto, provenienti principalmente da America Latina, Asia e Africa. Su 101 iscritti, 76 sono stati ammessi agli esami finali e 72 sono stati promossi, conseguendo la qualifica professionale regionale EQF di livello 3.

È un titolo che, grazie a BRIDGE, può essere ottenuto in un solo anno scolastico, a fronte dei tre anni previsti dal percorso canonico di formazione professionale che si intraprende dopo le scuole medie.

Le voci degli studenti: dal Perù al Bangladesh

Il programma ha riservato uno spazio ad alcuni degli studenti diplomati nei giorni scorsi. Delia, originaria del Perù, Naomi, proveniente dalla Nigeria, e Hala, arrivata dall’Egitto, hanno raccontato la loro esperienza nell’ambito del corso per operatore di pelletteria. Atikun, proveniente dal Bangladesh, ha condiviso il percorso svolto per qualificarsi come operatore elettrico.

Carabelli: “Un ponte concreto tra imprese e desiderio di futuro”

“Il progetto BRIDGE – ha spiegato Carlo Carabelli, direttore generale di ASLAM – nasce per costruire un ponte concreto tra il bisogno di competenze espresso dalle imprese del territorio e il desiderio di futuro dei giovani migranti. Non è solo un percorso di formazione, ma un progetto pilota che mette in connessione integrazione sociale, crescita delle persone e sviluppo del sistema produttivo, creando opportunità reali di inserimento lavorativo. In questo primo anno di sperimentazione abbiamo verificato che partire dai fabbisogni delle aziende del settore industriale e manifatturiero è la chiave per progettare percorsi formativi efficaci. Il bisogno di personale qualificato diventa così lo spunto per costruire, insieme alle imprese, programmi che prevedono teoria e pratica nei laboratori e portano al conseguimento di un titolo di studio e di competenze immediatamente spendibili”.

L’integrazione, infatti, passa anche dalla formazione. “Offrire ai giovani migranti una qualifica professionale significa dare loro gli strumenti per costruire un’autonomia personale e, al tempo stesso, contribuire a rispondere alle esigenze del nostro tessuto produttivo. I risultati di questo primo anno, così come la partecipazione agli Orientation Day, ci confermano che questa è la strada giusta da percorrere per costruire un modello efficace da presentare in primo luogo a Regione Lombardia e successivamente al Ministero dell’Istruzione e al Ministero del Lavoro. Il nostro obiettivo è consolidare un percorso formativo progettato insieme alle imprese, capace di rispondere ai reali fabbisogni occupazionali e di diventare uno strumento stabile di integrazione e sviluppo. Se sapremo trasformare questa sperimentazione in un modello replicabile, anche in altre regioni, potremo offrire una risposta concreta sia alla crescente richiesta di personale qualificato delle aziende sia alla necessità di garantire ai giovani migranti un’opportunità di formazione, di qualificazione professionale e di piena partecipazione alla vita economica e sociale del Paese”, ha concluso Carabelli.

Candiani: “Non una semplice proposta formativa, ma una risposta strutturata”

Con BRIDGE i ragazzi e le ragazze possono avere opportunità concrete di trovare un posto di lavoro, ottenere l’indipendenza economica e inserirsi nel tessuto sociale e produttivo.

“Il progetto BRIDGE nasce dall’osservazione del fenomeno della migrazione e dal desiderio delle persone migranti, che spesso rischiano la loro vita per arrivare nel nostro Paese, di costruirsi un futuro migliore, di trovare un lavoro, di crescere e realizzarsi. Attraverso BRIDGE vogliamo fornire ai giovani migranti le competenze tecniche necessarie e, parallelamente, il ‘saper fare’ che le aziende ricercano con urgenza. La formazione professionale è finalizzata al conseguimento di un titolo di studio e orientata all’ingresso nel mondo del lavoro in ambiti ad alta domanda di personale, come meccanica, legno, saldatura, impiantistica e pelletteria. BRIDGE, dunque, non è una semplice proposta formativa, ma una risposta strutturata per connettere due mondi spesso distanti: la didattica d’aula e la realtà operativa delle imprese manifatturiere, che costituiscono la gran parte del tessuto economico italiano. Le aziende, grazie all’attività formativa e sul campo, possono così contare su manodopera qualificata. Ringrazio le cooperative e il Politecnico di Milano per il supporto e l’ospitalità: lavorare in rete è l’unico modo per rispondere efficacemente alle sfide di un mercato del lavoro in continua evoluzione e per favorire l’inclusione sociale ed economica dei giovani migranti”, sottolinea Angelo Candiani, presidente di ASLAM.

Sette corsi gratuiti per l’anno formativo 2026-2027

Per l’anno formativo 2026-2027 ASLAM propone sette percorsi gratuiti nei settori della termoidraulica, meccanica, saldatura, impiantistica elettrica, pelletteria, riparazione di veicoli a motore e lavorazione del legno.

Ogni corso prevede 750 ore di formazione, di cui 500 in aula e 250 di stage in azienda, con particolare attenzione allo sviluppo delle competenze tecniche, delle soft skills, dell’educazione civica e della sicurezza sul lavoro.

Il ruolo del Politecnico: una rete di contatti e sinergie

BRIDGE si basa su una rete solida di contatti e sinergie, come quella con il Polimi.

“Siamo lieti di aver ospitato per il secondo anno consecutivo gli Orientation Day del progetto BRIDGE presso il nostro Campus. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni formative e territorio, pienamente coerente con il Purpose della nostra Scuola e con le direttrici del nostro piano strategico, che pongono al centro l’impatto sociale, l’inclusione e lo sviluppo del capitale umano. Favorire percorsi di orientamento e formazione per giovani migranti significa contribuire attivamente alla costruzione di un sistema più equo, capace di valorizzare i talenti e rispondere alle esigenze del tessuto produttivo”, ha concluso Enrico Bellazzecca, Associate Dean for Sustainability & Impact di POLIMI Graduate School of Management.