interrogazione a nordio

Aggressioni in carcere: nella Casa di Reclusione "modello" di Bollate colpiti tre agenti

Lo segnala l'onorevole De Corato che denuncia come uno dei problemi il fatto che per entrare a Bollate "Non si rispettano più i requisiti di un tempo"

Aggressioni in carcere: nella Casa di Reclusione "modello" di Bollate colpiti tre agenti
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E' un tema purtroppo che si ripresenta puntualmente: le aggressioni agli operatori all'interno delle carceri italiane continua ad essere una situazione allarmante. Nel "carcere modello" di Bollate, come viene definito da tutti, tre persone sono state aggredite solo la scorsa settimana.

Guardie carcerarie aggredite nel carcere "modello" di Bollate

BOLLATE - Come riporta Giornale dei Navigli, solo nelle ultime giornate un ispettore di polizia, un assistente capo e un sovrintendente capo sono stati aggrediti proprio all'interno della casa circondariale di Bollate come denuncia l'on. di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato annunciando "un’interrogazione parlamentare al Ministro Nordio affinché si interessi e provi a risolvere questa delicata situazione che i baschi azzurri, da anni, continuano a subire".

La denuncia dell'on De Corato

L'ex vice sindaco delle giunte di centrodestra milanesi che da diversi anni denuncia l'allarmante situazione nelle carceri, annuncia l'ennesimo episodio di  aggressioni nei confronti degli agenti di Polizia Penitenziaria avvenute giovedì 9 novembre "ma fino ad un anno fa nessuno ha mai preso seri provvedimenti al riguardo. Dal 2020, nell’Istituto di Bollate che è sempre stato per 'detenuti modello', è cambiato tutto. Nel suddetto carcere - spiega De Corato - che è per sola custodia e trattamento avanzato, per poterci entrare occorrono determinati requisiti come ad esempio una lunga pena o pene solo definitive, oppure detenuti che non siano tossicodipendenti.

 "Non si rispettano più i requisiti per entrare a Bollate"

Ultimamente, invece, tali requisiti non sono più stati rispettati e a Bollate arrivano diversi arrestati, come per esempio con violenza sessuale, che in 20 anni non erano mai stati portati in quell'Istituto. Per non parlare poi della carenza di personale che a Bollate rappresenta un serio problema. Il nostro Governo, nelle scorse settimane, ha stanziato 166 milioni di euro che investirà negli Istituti Penitenziari, tra cui anche Bollate, dando un vero e proprio segnale di sostegno. Visto e considerato che i baschi azzurri, per troppi anni, sono stati completamente ignorati e dimenticati occorreva e occorre ancora fare di più".

Il grande problema dei detenuti con problemi psichiatrici

Secondo l'onorevole, a questo si aggiunge un problema non di poco conto in un ambiente circoscritto come quello di un carcere:

"Uno dei maggiori problemi che gli agenti di Polizia Penitenziaria sono costretti a subire, è il fatto che hanno spesso e volentieri a che fare con detenuti con disturbi psichiatrici. Il 31 marzo 2015 sono stati definitivamente chiusi gli ospedali psichiatrici e, i detenuti con particolari problemi e difficoltà, attraverso la legge 81/2014, sarebbero dovuti andare nei reparti delle Residente per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS). Questi ultimi, però, non sono stati aperti e, i soggetti di difficilissima gestione, finiscono puntualmente nelle carceri comuni (tra cui anche Bollate che non è completamente organizzato per supportare e assistere queste persone) dove si accaniscono e aggrediscono i poveri agenti penitenziari senza particolari motivi. Tali soggetti, inoltre, spesso e volentieri creano diverbi e liti anche con altri detenuti, stravolgendo e mettendo in difficoltà l’intero sistema penitenziario. A tal proposito presenterò un’interrogazione parlamentare al Ministro Nordio affinché si interessi e provi a risolvere questa delicata situazione che i baschi azzurri, da anni, continuano a subire».

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