la decisione

Centro sociale Leoncavallo, sfratto rimandato al 15 maggio

Il rinvio dello sfratto arriva dopo oltre 130 tentativi falliti, mentre il centro sociale cerca di ottenere uno spazio comunale a Porto di Mare

Centro sociale Leoncavallo, sfratto rimandato al 15 maggio
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Lo sfratto del centro sociale Leoncavallo dalla sede in via Watteau è rimandata al 15 maggio prossimo.

Centro sociale Leoncavallo, sfratto rimandato al 15 maggio

MILANO - È quanto ha stabilito l'ufficiale giudiziario, arrivato questa mattina allo spazio autogestito del quartiere Greco dove si stava svolgendo un presidio degli attivisti. La notifica è stata consegnata nelle mani di Marina Boer, presidente dell'Associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo alla presenza dei legali della proprietà dell'area, la famiglia Cabassi. La decisione arriva dopo oltre 130 tentativi giudiziari di liberare l'immobile andati a vuoto. Ieri a Palazzo Marino è arrivata una manifestazione di interesse preliminare da parte dell'associazione Mamme del Leoncavallo per la concessione d’uso di un immobile comunale in via San Dionigi, a Porto di Mare.

Rocca: "schiaffo a milanesi per bene"

"Circola l'assurda ipotesi di trasferire e quindi legalizzare il Leoncavallo in un capannone di proprietà del Comune di Milano a Porto di Mare, in mezzo a due grandi parchi, il Cassinis e quello della Vettabbia, a pochi metri dall'Abbazia di Chiaravalle e dal suo borgo; un'area che necessita maggior protezione e valorizzazione data la vocazione storica, culturale ed ambientale; con la presenza del centro sociale Leoncavallo tutto ciò va in frantumi. Il centro sociale che da anni organizza concerti e feste, porterebbe un enorme quantità di persone e di nuovo degrado. Premiare una realtà abusiva che da oltre 50 anni fa business, fregandosene delle regole e delle procedure, dei regolamenti e dei bandi, è uno schiaffo ai milanesi perbene". Lo dichiara Francesco Rocca, consigliere comunale di Fratelli d'Italia.

Boer: "avanti su area San Dionigi"

 "Andremo avanti nel percorso che abbiamo deciso e sentiremo quando il Comune sarà disponibile per l'incontro per la perizia con i nostri tecnici, poi vedremo cosa succede".

Lo ha detto Marina Boer, presidente dell'Associazione Mamme antifasciste del centro sociale Leoncavallo, a margine della notifica di sfratto avvenuta oggi nello stabile occupato di in via Watteau, in merito alla manifestazione d’interesse presentata ieri agli uffici di Palazzo Marino per la concessione d’uso di un immobile comunale in via San Dionigi, a Porto di Mare. A chi le chiedeva se secondo lei si riuscirà a definire il percorso entro il 15 maggio prossimo, data a cui è stato rimandato l'ennesimo tentativo di sfratto del centro sociale, Boer ha risposto:

"Lo speriamo, perché prima si riesce ad andare avanti nella concretizzazione, meglio è. Poi ci sarebbero, se va in porto, da discutere i tempi di questo passaggio che non sono facilissimi da definire: dipende molto anche da qual è l'effettiva situazione di questo immobile su cui abbiamo fatto la manifestazione di interesse. Finché non avremo fatto le nostre valutazioni assieme ai tecnici, è tutto molto per aria. La sede proposta è dichiarata inagibile da parte del Comune, quindi bisogna vedere in che misura, e tutto dipende da quello", ha concluso la presidente.

La Russa: "nessun favore agli abusivi"

“Oggi l’ennesima figuraccia delle istituzioni. Per la 131esima volta ha vinto l’illegalità, un segnale non più tollerabile. Sento ormai parlare con chiarezza di un imminente favoritismo nei confronti delle sedicenti 'mamme antifasciste del Leoncavallo', oggi certamente già nonne, che hanno adocchiato un capannone comunale nel quartiere Porto di Mare. Non si capisce per quale motivo, se non per un favore politico, il Comune debba concederglielo in comodato d’uso”. Lo afferma Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza. “Sono sicuro che i nostri consiglieri comunali sapranno dare battaglia su questa vera e propria svendita della legalità. Ci sarebbe da sorridere, se il tema non fosse serio, su questi nostalgici ‘compagni’ anticapitalisti, antisistema, antiTesla ma così sensibili al denaro, soprattutto quando arriva in contanti da attività all’interno dei centri sociali, spesso senza alcuna autorizzazione”, conclude La Russa.

Boer: "sarà la gente a decidere cosa è meglio"

“Abbiamo presentato questa manifestazione di interesse per dimostrare che auspichiamo che ci sia ancora una volta un raffronto tra quello che proponiamo, abbiamo fatto e vogliamo fare, e il resto della città. E che questo venga riconosciuto. Lo abbiamo fatto per questo motivo ben coscienti che non sarà una passeggiata il trasferimento, non è la prima volta che siamo costretti a spostarci: ci sono delle notevoli difficoltà, materiali e tecniche e bisognerà vedere anche i tempi del trasferimento. Sarà necessaria la disponibilità di tutte le parti coinvolte: per ora solo alcune hanno manifestato questa disponibilità, non tutte, quindi bisognerà che questo percorso venga accettato da tutti. Sappiamo che è un percorso difficile ma per noi era importante dare questo segnale, perché chi non ci conosce vede i centri sociali come sempre e solo un antagonismo, mentre non è sempre così. Noi abbiamo delle proposte: ci dovete smentire sul merito e sui contenuti, non su atteggiamenti preconcetti. Ma dovete prendervi la responsabilità di dire che queste cose non interessano e non sono importanti, poi sarà la gente a decidere se questa città gli va bene e cosa è meglio”, ha concluso Boer.

"Ci aspettiamo che venga riconosciuto il suo valore"

 “L’aspettativa è che venga riconosciuto il valore di questo posto, abbastanza innegabile. Non c’è un altro posto in Italia che ha la storia del Leoncavallo, e il valore delle cose che sono state fatte qui dentro”.

Lo ha detto questa mattina Marina Boer, presidente dell’Associazione Mamme Antifasciste del centro sociale Leoncavallo.

“Al di là dei laboratori, dei concerti, delle manifestazioni, c’è stata storicamente un’elaborazione di una visione del mondo che si è riusciti a tenere viva e aggiornare nel tempo”, ha aggiunto. “Io sono 44 anni che sono al Leoncavallo – ha proseguito – non sarei qua se non fosse interessante quello che si trova qua dentro”, ricordando “la ricchezza delle esperienze fatte qui dentro e che si sono anche ribaltate sulla mia vita personale”.

Boer ha parlato di

“una verifica quotidiana che le idee, le utopie, i desideri di un mondo diverso potevano essere applicati e avere un riscontro sulle cose pratiche, come il lavoro e i rapporti tra le persone”. Quindi, ha continuato, “ci si aspetta che al di là delle cose come concerti e laboratori, si riconosca il lavoro fatto sulle persone. Questo posto è stato importante sotto tanti aspetti: culturali, della socialità, dell’inserimento di persone, del fatto di sentirsi a casa e avere la possibilità di esprimersi”. Boer ha poi concluso: “Noi eravamo un centro sociale, adesso ci chiamiamo spazio pubblico autogestito, che proprio dal punto di vista del linguaggio è una cosa diversa: è la socialità, ma non la chiusura nei propri spazi e nelle proprie possibilità di esprimersi, ma uno spazio pubblico che si pone il problema di parlare al di fuori di questo posto e di proporre delle idee che poi ritornano indietro”. L’obiettivo, ha sottolineato, “è sempre stato al di fuori di questo posto: una ricerca verso quello che avviene fuori e una verifica che le nostre idee fossero indirizzate in questo senso, nel cambiamento della realtà e nel proporre delle alternative realizzabili a quello che avviene fuori”.

LEONCAVALLO, ATTIVISTI IN PRESIDIO CONTRO LO SFRATTO (FOTO 2)
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Il presidio di questa mattina degli attivisti per la notifica di sfratto (foto Mianews)

LEONCAVALLO, ATTIVISTI IN PRESIDIO CONTRO LO SFRATTO (FOTO 4)
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La notifica di sfratto consegnata a Marina Boer, presidente dell'Associazione Mamme antifasciste del Leoncavallo alla presenza dei legali della proprietà dell'area (foto Mianews)

LEONCAVALLO, ATTIVISTI IN PRESIDIO CONTRO LO SFRATTO (FOTO 3)
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Il presidio di questa mattina degli attivisti per la notifica di sfratto (foto Mianews)

LEONCAVALLO, ATTIVISTI IN PRESIDIO CONTRO LO SFRATTO (FOTO 1)
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Il presidio di questa mattina degli attivisti per la notifica di sfratto (foto Mianews)

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