le indagini in corso

L’inchiesta sui disordini in città: la rete social di Youssef Siher nel mirino degli investigatori

Youssef Siher, 30 anni, politologo e giornalista freelance, è stato fermato nei giorni scorsi e ritenuto dagli inquirenti una figura centrale del Movimento

L’inchiesta sui disordini in città: la rete social di Youssef Siher nel mirino degli investigatori
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Al centro delle indagini degli investigatori i canali social, i messaggi ai manifestanti e il rischio di nuove violenze in città.

Telegram segreto, social e proteste: l’inchiesta sul presunto ruolo di Youssef Siher

MILANO – Il trentenne è stato fermato dalla Procura di Milano, che gli contesta anche l’istigazione a delinquere e l’associazione con finalità di terrorismo o eversione. Indagata anche la moglie Sagia Hammoud.

Un canale Telegram con oltre 9.500 iscritti, una pagina Instagram seguita da più di 48mila persone e messaggi che, secondo l’accusa, avrebbero puntato a trasformare le proteste di piazza in nuove occasioni di scontro.

Le indagini

È su questa attività online che si concentra una parte dell’inchiesta della Procura di Milano su Youssef Siher, 30 anni, politologo e giornalista freelance, fermato nei giorni scorsi e ritenuto dagli inquirenti una figura centrale del cosiddetto “Movimento 17 ottobre”. Nel procedimento è indagata anche la moglie, Sagia Hammoud, 32 anni, mediatrice culturale.

Il provvedimento, firmato dalla pm Francesca Crupi, contesta a Siher le ipotesi di reato di istigazione a delinquere, associazione con finalità di terrorismo o eversione e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Si tratta di accuse ancora da verificare nelle successive fasi giudiziarie: sarà l’autorità giudiziaria a valutare gli elementi raccolti e le eventuali responsabilità.

I canali social e l’ipotesi di nuove violenze

Secondo la ricostruzione investigativa, Siher avrebbe sfruttato quanto accaduto durante i disordini del 17 e 18 ottobre a Milano per consolidare una rete di comunicazione attraverso Telegram e Instagram. Sui canali sarebbero circolati materiali con istruzioni sulla guerriglia urbana, indicazioni per eludere i controlli delle forze dell’ordine e appelli a partecipare alle manifestazioni annunciate per il 24 ottobre.

Gli investigatori ritengono che la diffusione di indicazioni operative, comprese quelle relative ai luoghi in cui concentrare le azioni, potesse favorire nuovi disordini. Secondo quanto riportato nel provvedimento, l’intervento della polizia giudiziaria avrebbe impedito la diffusione di ulteriori informazioni geografiche sulle piazze individuate come possibili obiettivi.

Gli inquirenti descrivono Siher come un possibile punto di raccordo tra ambienti antagonisti e gruppi di giovani delle periferie, sottolineandone la capacità di utilizzare i social per raggiungere un pubblico ampio e mobilitare i partecipanti alle proteste.

La paura dei commercianti e il rischio di fuga

Un altro aspetto preso in considerazione nell’inchiesta riguarda le conseguenze del clima di allarme che avrebbe accompagnato la mobilitazione. Il timore di nuove devastazioni e saccheggi avrebbe spinto diversi commercianti del centro di Milano a proteggere le vetrine dei negozi, mentre le forze dell’ordine hanno predisposto un dispositivo di sicurezza rafforzato.

Nel motivare il fermo, la Procura avrebbe inoltre evidenziato il rischio di fuga, collegandolo alla capacità dell’indagato di muoversi e ai suoi contatti. Nel corso delle perquisizioni nell’abitazione dei genitori a Mazzano, in provincia di Brescia, sono stati sequestrati computer e telefoni cellulari. I dispositivi saranno analizzati per ricostruire le comunicazioni e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Gli accertamenti sui possibili contatti internazionali

L’indagine milanese si intreccia anche con verifiche su eventuali collegamenti al di fuori della Lombardia. Secondo quanto riferito dall’agenzia Adnkronos, la Procura di Genova sta svolgendo approfondimenti per accertare possibili connessioni tra Siher e la rete finita al centro dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia ligure sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni benefiche.

L’operazione genovese aveva portato a diversi arresti nel dicembre 2025, ma, secondo le informazioni riportate, Siher non era coinvolto in quel procedimento.

Il cellulare della moglie porta gli investigatori a Siher

Al momento, non risultano collegamenti diretti tra Siher e la moglie e gli autori degli scontri e dei saccheggi avvenuti il 17 e 18 ottobre in piazza Duomo e nelle vie limitrofe, ai quali avrebbero partecipato anche ragazzi molto giovani. La donna si trovava con il marito in un appartamento di amici al Corvetto. Sarebbe stato proprio il suo cellulare a consentire agli investigatori di localizzare Siher, che aveva invece il telefono spento.

Durante le perquisizioni, inoltre, sarebbero state trovate mappe delle città in cui erano previste manifestazioni. Un elemento che, secondo gli inquirenti, contribuirebbe a ricostruire il ruolo del trentenne nella gestione della pagina social del Movimento 17 ottobre.

Si potrà difendere dalle accuse che gli sono addebitate nell’udienza di convalida del fermo

Per il fermo disposto a Milano, il prossimo passaggio è la richiesta di convalida al giudice per le indagini preliminari. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta e le valutazioni della magistratura a chiarire la portata delle contestazioni e l’eventuale ruolo delle persone coinvolte.