Il 70% dei giovani migranti che hanno concluso il percorso formativo del progetto BRIDGE ha trovato lavoro in soli due mesi, mentre il 20% ha scelto di proseguire gli studi. Sono i risultati del primo anno dell’iniziativa di formazione professionale promossa da ASLAM, ente accreditato da Regione Lombardia, e sostenuta dalla Fondazione Villum attraverso l’EYE Program 2024, presentati lunedì 12 ottobre a Milano al Belvedere “Silvio Berlusconi” di Palazzo Lombardia.
Il Progetto BRIDGE di ASLAM: i numeri del primo anno
MILANO – Nell’anno scolastico 2025-2026 il progetto BRIDGE ha contato 92 iscritti, per il 75% uomini e per il 25% donne, provenienti soprattutto da America Latina, Asia e Africa. Di questi, 72 sono stati ammessi agli esami finali e 70 sono stati promossi, ottenendo la qualifica professionale regionale EQF di livello 3. A proporre il percorso è ASLAM, che quest’anno ha festeggiato i trent’anni di attività ed è presente con sette sedi in Lombardia: l’ente offre agli studenti corsi gratuiti progettati insieme alle aziende in base alle reali esigenze del sistema produttivo locale, per far acquisire competenze subito spendibili nel mondo del lavoro.
Una qualifica in un anno invece di tre
Grazie a BRIDGE, la qualifica può essere conseguita in un solo anno scolastico, a fronte dei tre anni previsti dal percorso ordinario di formazione professionale che si può intraprendere dopo le scuole medie.
Il convegno a Palazzo Lombardia
Il bilancio è stato illustrato durante il convegno “Un anno di ASLAM BRIDGE. Formazione e integrazione delle persone migranti: nuove opportunità di sviluppo”, aperto dal direttore generale di ASLAM Carlo Carabelli. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi, il presidente di ASLAM Angelo Candiani e il direttore Grant Area della Fondazione Villum Nicolas Schunck.
Tironi: “Una formazione che non lasci indietro nessuno”
“Il progetto BRIDGE – ha dichiarato Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Regione Lombardia – dimostra concretamente quanto la formazione professionale possa essere uno strumento decisivo per costruire opportunità di lavoro, autonomia e integrazione. I risultati del primo anno confermano il valore di un modello capace di mettere in relazione i bisogni delle imprese con le competenze e le aspirazioni dei giovani, attraverso percorsi formativi qualificati e fortemente connessi al territorio. In Lombardia crediamo in una formazione che non lasci indietro nessuno e che sappia trasformare il fabbisogno di professionalità del nostro sistema produttivo in un’occasione di crescita per le persone e per l’intera comunità. Esperienze come BRIDGE rafforzano quella collaborazione tra istituzioni, enti di formazione e imprese che è fondamentale per favorire un’integrazione sociale ed economica concreta e duratura”.
Un progetto nato dalle richieste delle imprese
BRIDGE si rivolge a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 35 anni in possesso della licenza media. Il progetto è nato per rispondere alla domanda sempre più forte delle aziende del territorio, che oggi lamentano una carenza di personale stimata in decine di migliaia di addetti, con l’obiettivo di trasformare questo fabbisogno in un’occasione di inclusione. Ai partecipanti offre la possibilità concreta di trovare un impiego, raggiungere l’indipendenza economica e inserirsi nel tessuto sociale e produttivo.
Il nodo del mismatch tra domanda e offerta di lavoro
Secondo il Terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia, curato da CNEL e Unioncamere con la collaborazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Istat e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, nel primo semestre del 2026 le imprese italiane hanno programmato 2 milioni e 869 mila assunzioni, ma nel 44,8% dei casi prevedono di incontrare difficoltà nel trovare il personale necessario.
Micro e piccole imprese, i settori più in difficoltà
Le micro e piccole imprese hanno pianificato in tutto oltre 1,8 milioni di assunzioni, confermandosi una componente determinante della domanda di lavoro nel Paese. Anche per loro, però, il reperimento del personale resta complicato, soprattutto nell’edilizia (59,8% delle assunzioni programmate), nelle industrie del legno e del mobile (59,6%) e in quelle metalmeccaniche ed elettroniche (55%).
Una rete territoriale per formare 300 lavoratori
Per rispondere a questa carenza, il progetto si appoggia a una rete che comprende i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA), cooperative sociali, centri di prima accoglienza nelle province di Milano, Varese e Monza-Brianza, partner istituzionali e imprese del territorio. L’obiettivo è formare oltre 300 lavoratori in quattro anni, contribuendo anche a ridurre il mismatch occupazionale in Lombardia.
Candiani: “Efficacia e replicabilità su scala nazionale”
“Il progetto di sperimentazione quadriennale BRIDGE – ha sottolineato Angelo Candiani, presidente di ASLAM – ha dimostrato già dal primo anno la sua straordinaria efficacia e la sua replicabilità su scala nazionale. Dando un’impostazione metodologica forte e strutturata, che utilizza i canali e gli strumenti già fruibili nel nostro sistema – come la IeFP, Istruzione e Formazione Professionale per adulti, accessibile a chi ha concluso la scuola secondaria di primo grado, che consente l’ottenimento di una qualifica o di un diploma tecnico, l’intera partnership sta esprimendo il suo pieno valore. Enti di accoglienza, CPIA, enti di formazione, istituzioni locali e regionali, insieme alle aziende di settori chiave come meccanica, saldocarpenteria, elettrico, termoidraulica, falegnameria, pelletteria e manutenzione veicoli stanno già documentando risultati straordinari e misurabili. In questo modello, ogni attore mette a disposizione le proprie competenze specifiche ed è pienamente valorizzato nella propria azione”.
Otto corsi gratuiti per il 2026-2027
Per l’anno formativo 2026-2027 ASLAM attiverà otto percorsi gratuiti: termoidraulica e saldatura nella sede di Magenta, meccanica a Samarate, impiantistica elettrica e pelletteria a Milano, tessile a Gallarate, riparazione di veicoli a motore a Malpensa – Case Nuove e a Varese, lavorazione del legno a Lentate sul Seveso. Ciascun corso prevede 850 ore di formazione tra aula, laboratori e stage in azienda, con particolare attenzione alle competenze tecniche, alle soft skills, all’educazione civica e alla sicurezza sul lavoro. Per accedere è necessario avere il diploma di terza media, già conseguito o da conseguire entro marzo 2027, e una conoscenza di base della lingua italiana.
Gli Orientation Days
Gli Orientation Days sono un momento chiave di incontro, conoscenza e orientamento. Tutor, docenti e rappresentanti delle aziende coinvolte nel progetto saranno a disposizione degli interessati per presentare l’offerta formativa 2026-2027 e le metodologie didattiche di ASLAM, verificare attitudini e competenze di base necessarie per affrontare il percorso e confrontarsi con esperti del settore per costruire il proprio futuro professionale.
Un modello da proporre ai Ministeri
Nel corso del convegno gli esperti hanno analizzato il modello BRIDGE e i risultati raggiunti finora, con l’obiettivo di condividere un’esperienza unica nel suo genere in Italia. L’intento è consolidare un percorso formativo costruito insieme alle imprese, in grado di rispondere ai reali fabbisogni occupazionali e di diventare uno strumento stabile di integrazione e sviluppo, da sottoporre come passo successivo al Ministero dell’Istruzione e al Ministero del Lavoro. Rafforzando l’alleanza tra formazione, imprese e istituzioni attraverso una rete territoriale solida, sinergica e operativa, la risposta a un bisogno sociale può trasformarsi in una risorsa strategica per il sistema produttivo lombardo e non solo.
Carabelli: “Un percorso replicabile in tutta Italia”
“È possibile costruire un percorso istituzionale replicabile in tutta Italia – ha specificato Carabelli -, offrendo al contempo una risposta concreta ed efficace all’inclusione delle persone con background migratorio attraverso l’integrazione lavorativa e sociale, guidata da un canale regolamentato e sicuro. Il modello ha già suscitato l’interesse di altre regioni ed è pronto a diventare una via strutturata per la crescita formativa dei giovani migranti e lo sviluppo del nostro tessuto industriale”.
La prospettiva europea e il ruolo di Villum Fonden
Proprio grazie alla capacità di adattarsi alle esigenze del territorio e di tenere insieme inclusione e occupabilità, il modello BRIDGE guarda già oltre i confini della Lombardia e dell’Italia.
“Da una prospettiva europea, la possibilità di replicare questo modello è particolarmente significativa. Le difficoltà nell’integrare nel sistema educativo i giovani a rischio di esclusione e nel favorire il loro percorso verso il mondo del lavoro rappresentano una sfida diffusa, che richiede nuovi approcci adattati ai diversi contesti e soluzioni capaci di coinvolgere più settori. Il modello BRIDGE affronta con successo questa sfida, mettendo in relazione le competenze individuali con le esigenze di professionalità del territorio. La Fondazione Villum guarda con favore ai risultati raggiunti, che non solo rappresentano un modello di riferimento per la Lombardia, ma possono costituire un esempio e una fonte di ispirazione anche in un contesto europeo più ampio”, ha sottolineato Nicolas Schunck, direttore Grant Area della Villum Fonden.
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