l'inchiesta

Riciclo della plastica, bufera su Synextra: il Tribunale dispone l’amministrazione giudiziaria

Al centro dell'inchiesta della Procura di Milano anche Synextra e l'impianto di Corsico

Riciclo della plastica, bufera su Synextra: il Tribunale dispone l’amministrazione giudiziaria

Il sistema italiano del riciclo degli imballaggi in plastica finisce sotto la lente della magistratura milanese. Il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria di Corepla, il consorzio nazionale che coordina la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica. La misura riguarda un soggetto che non risulta indagato penalmente e nasce, secondo quanto ricostruito dai magistrati, dalla presunta insufficienza dei controlli esercitati sulla filiera.

Riciclo della plastica, bufera su Synextra

MILANO – Al centro dell’indagine penale c’è Synextra spa, società che opera nel settore del trattamento dei rifiuti e che ha anche una sede e un impianto a Corsico, che viene indicato dagli investigatori come uno dei luoghi principali delle presunte irregolarità oggetto dell’inchiesta.

Secondo la ricostruzione della Procura di Milano, l’attività contestata avrebbe riguardato una quantità di rifiuti plastici stimata in almeno 240 mila tonnellate nel periodo 2023-2025. Per gli inquirenti, il sistema avrebbe consentito a Synextra di ottenere un profitto complessivo quantificato in almeno 58,3 milioni di euro, derivante sia dai ricavi legati alla gestione dei rifiuti sia, secondo l’accusa, dal contenimento dei costi che sarebbero stati necessari per il corretto trattamento e smaltimento dei materiali.

Il nodo dei controlli sulla plastica

L’inchiesta descrive un meccanismo nel quale materiali di diversa provenienza sarebbero stati mescolati, anche attraverso l’utilizzo di classificazioni ritenute non corrispondenti alla reale natura dei rifiuti.

Tra gli elementi contestati dagli investigatori figurano anche presunte anomalie nella documentazione, nella registrazione dei quantitativi e nelle procedure di verifica della qualità dei materiali. In alcuni casi sarebbero state predisposte partite di rifiuti considerate idonee a superare i controlli mentre altri materiali sarebbero rimasti al di fuori delle verifiche.

L’obiettivo ipotizzato dagli inquirenti sarebbe stato quello di mantenere elevato il rendimento attribuito all’impianto e, di conseguenza, la possibilità di continuare a ricevere consistenti quantità di materiale proveniente dal circuito Corepla.

Un aspetto particolarmente delicato riguarda proprio il rapporto economico tra le due realtà: secondo gli atti dell’inchiesta, Corepla rappresentava una quota molto significativa del fatturato di Synextra.

L’impianto di Corsico

Il nome di Corsico assume quindi un peso centrale nella vicenda. Lo stabilimento Synextra presente sul territorio comunale è infatti indicato come uno dei principali siti nei quali sarebbero state realizzate le operazioni contestate.

Il tema dell’impianto non è nuovo nel dibattito pubblico locale. Un atto parlamentare del novembre 2025 aveva già richiamato l’attenzione sulla struttura di Corsico, citando anche un incendio verificatosi il 31 ottobre 2025 e chiedendo verifiche sulle condizioni ambientali e sulla gestione dei rifiuti.

La nuova inchiesta giudiziaria porta ora la questione su un piano molto più ampio, perché non riguarda soltanto le modalità di gestione dei materiali all’interno di un singolo impianto, ma il sistema di controlli attraverso il quale la plastica raccolta dai cittadini viene avviata alla selezione e al successivo riciclo.

Le dichiarazione del sindaco Ventura sui social

“Abbiamo appreso la notizia che individua, secondo le accuse, reati molto gravi all’interno dell’impianto di Corsico. Con massima fiducia nelle istituzioni, nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura, attendiamo ogni sviluppo e risvolto giudiziario sulla vicenda”.

Perché è coinvolto Corepla

Corepla ha una natura particolare: è un consorzio privato senza scopo di lucro, ma svolge una funzione di interesse pubblico collegata agli obiettivi nazionali ed europei di riciclo e recupero degli imballaggi in plastica. Il consorzio stesso descrive la propria attività come articolata nelle fasi di raccolta, selezione, riciclo e recupero energetico.

La contestazione nei confronti del consorzio, però, è diversa da quella rivolta a Synextra.

Il Tribunale, secondo quanto riportato nell’ordinanza, non sostiene che Corepla abbia partecipato consapevolmente al presunto sistema illecito. Il punto individuato dai giudici riguarda piuttosto una presunta carenza nel sistema di controllo e prevenzione: secondo la misura di prevenzione, il consorzio avrebbe avuto conoscenza di segnali problematici senza adottare interventi ritenuti sufficienti per impedire che le anomalie proseguissero.

Da qui la decisione di sottoporre Corepla ad amministrazione giudiziaria per un periodo determinato, con l’obiettivo di intervenire sull’organizzazione e sui meccanismi di controllo.

Quantità, registri e controlli: cosa contestano gli inquirenti

Uno degli aspetti più delicati dell’indagine riguarda la possibile distanza tra i quantitativi risultanti dalla documentazione e quelli che, secondo gli investigatori, sarebbero stati effettivamente presenti o trattati negli impianti.

La Procura avrebbe raccolto intercettazioni, immagini e testimonianze di lavoratori per ricostruire il funzionamento del sistema. Tra gli elementi investigativi vengono indicate anche presunte modifiche delle classificazioni dei materiali, anomalie nella gestione degli scarti e difficoltà nel ricostruire con precisione i flussi fisici dei rifiuti.

In un episodio riportato nell’inchiesta, gli investigatori avrebbero inoltre rilevato il ricorso a una presunta fermata dell’impianto motivata con esigenze di manutenzione, circostanza che avrebbe impedito l’accesso dei verificatori ad alcune aree nelle quali erano presenti materiali stoccati.

Sono, è importante sottolinearlo, ipotesi investigative e contestazioni giudiziarie ancora da verificare nel corso del procedimento.

Il problema più grande: la fiducia nel sistema

La vicenda solleva una questione che va oltre le singole società coinvolte: quanto sono efficaci i controlli lungo la filiera della raccolta differenziata?

Il modello italiano si fonda infatti su una catena nella quale la plastica raccolta dai cittadini viene conferita, selezionata e successivamente destinata alle diverse forme di recupero. Corepla opera proprio all’interno di questo sistema e indica tra le proprie attività anche la gestione della selezione e del successivo avvio a riciclo o recupero.

Se le contestazioni della Procura e le valutazioni contenute nel provvedimento del Tribunale dovessero trovare conferma nelle sedi giudiziarie, la questione non riguarderebbe dunque soltanto eventuali condotte irregolari di un operatore, ma anche l’effettiva capacità dell’intera filiera di individuare tempestivamente anomalie, controllare i quantitativi e verificare che ciò che viene dichiarato come materiale destinato al riciclo corrisponda realmente a quanto trattato.

Per ora, la decisione del Tribunale introduce un amministratore giudiziario nella gestione di Corepla con il compito di intervenire sui rapporti e sui meccanismi organizzativi ritenuti problematici. Parallelamente, l’indagine penale su Synextra prosegue.