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Scia nera nel Naviglio Grande e il cigno ricoperto di gasolio: la Procura indaga sullo sversamento

La sostanza densa, partita da Magenta per arrivare fino in Darsena, ha percorso circa 28 km lungo il canale causando danni a flora e fauna

Scia nera nel Naviglio Grande e il cigno ricoperto di gasolio: la Procura indaga sullo sversamento

Un cigno completamente ricoperto da una sostanza oleosa, in difficoltà nelle acque del Naviglio Grande. È questa una delle immagini più drammatiche lasciate dallo sversamento di idrocarburi che, partito dalla zona di Pontevecchio di Magenta, ha percorso per chilometri il corso d’acqua arrivando fino alla Darsena di Milano.

A dare l’allarme per l’animale sono stati alcuni cittadini, tra cui un padre e il figlio di 11 anni, che hanno cercato di seguirlo in barca per ore prima dell’arrivo dei soccorsi.

Gasolio nel Naviglio Grande, la Procura apre un’inchiesta: si indaga sull’ipotesi di sversamento doloso

NAVIGLIO GRANDE – L’episodio, oltre a provocare conseguenze sulla flora e sulla fauna del Naviglio, ha fatto scattare un’indagine della Procura di Milano.

Il fascicolo, aperto per inquinamento delle acque e al momento a carico di ignoti, è coordinato dalla pm Giulia Floris con la supervisione del procuratore Marcello Viola. Gli investigatori stanno cercando di capire da dove sia arrivato il gasolio e, soprattutto, se la fuoriuscita sia stata accidentale oppure provocata intenzionalmente.

A ricostruire quanto accaduto sono i carabinieri delle stazioni di Magenta e Abbiategrasso. Saranno le analisi sui campioni raccolti nel Naviglio e le prime relazioni tecniche a fornire elementi utili per definire con maggiore precisione il quadro dell’inchiesta.

L’allarme e la corsa lungo il Naviglio

Tutto è cominciato nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, quando nella frazione di Pontevecchio, a Magenta, è stata individuata una sostanza oleosa nelle acque del Naviglio Grande. Il sospetto è che si tratti di gasolio o comunque di un idrocarburo.

La presenza della sostanza è stata rilevata mentre erano in corso lavori di manutenzione della rete fognaria. Durante gli interventi erano stati individuati idrocarburi all’interno dell’impianto, rendendo necessario l’intervento dei tecnici per controllare la rete e procedere alla bonifica della vasca interessata.

Nel giro di poco tempo, però, la contaminazione ha raggiunto il Naviglio. Vigili del fuoco, compreso il nucleo Nbcr, forze dell’ordine, Consorzio Villoresi e tecnici di Arpa Lombardia sono intervenuti per contenere lo sversamento e verificare natura e provenienza della sostanza attraverso campionamenti e prelievi.

Il cigno salvato dai cittadini

Ad Abbiategrasso la situazione è diventata ancora più evidente. In corrispondenza di via Alzaia del Naviglio, all’incrocio con via Verbano, un cigno è stato visto mentre cercava di muoversi nell’acqua, completamente impregnato della sostanza oleosa.

A tentare di salvarlo per primi sono stati un padre e il figlio undicenne. I due hanno seguito l’animale a bordo di una barca per ore, mentre altre persone cercavano di aiutarli da terra. Un intervento spontaneo che ha permesso di tenere sotto controllo il cigno fino all’arrivo degli operatori specializzati.

Il recupero è stato completato dagli addetti del Nucleo ittico venatorio della Città metropolitana di Milano. Il volatile è stato quindi trasferito alla Lipu di Magenta, presso il centro La Fagiana, dove ha ricevuto le prime cure veterinarie.

Nessuna nuova fuoriuscita, ma resta il problema della Roggia Soncina

Domenica mattina si è svolto un incontro operativo tra Città metropolitana, Comune di Milano, vigili del fuoco, Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi e imprese impegnate nelle operazioni. Dai controlli è emerso che non risultano al momento nuove fuoriuscite attive né ulteriori apporti di sostanze inquinanti diretti verso Milano.

I tecnici hanno sostituito i pannelli assorbenti sistemati lungo il Naviglio per continuare a intercettare gli idrocarburi presenti nell’acqua. Il punto più delicato rimane però la Roggia Soncina, a Robecco sul Naviglio, dove si è accumulato parte del materiale trasportato durante la prima fase dello sversamento.

La roggia è stata chiusa, ma sono ancora presenti alcuni trafilamenti e ristagni d’acqua che provocano cattivi odori. Per questo, insieme al Consorzio Villoresi, è stato deciso di anticipare le operazioni di bonifica.

Intanto proseguono gli accertamenti per capire come quella sostanza sia finita nella rete e da lì nel Naviglio. La presenza di un fascicolo in Procura apre ora anche un altro interrogativo: dietro lo sversamento potrebbe non esserci stato soltanto un incidente.