la sentenza

Stuprò due ragazze di 15 e 16 anni: 40enne condannato a 10 anni e mezzo, pena più alta del previsto

Il verdetto del Tribunale infligge una condanna superiore alle richieste della Procura per il quarantenne che nell'agosto 2025 abusò di due minorenni. Riconosciuto un risarcimento per vittime e familiari

Stuprò due ragazze di 15 e 16 anni: 40enne condannato a 10 anni e mezzo, pena più alta del previsto

Dopo circa un anno dai violenti fatti è arrivato il verdetto per l’uomo accusato di aver pedinato, sequestrato e abusato sessualmente di una 15enne e di una 16enne a Sesto San Giovanni.

Violenza sessuale a due ragazze adolescenti: condannato a 10 anni e mezzo, pena più alta del previsto

SESTO SAN GIOVANNI – Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Monza ha inflitto una pena di 10 anni e sei mesi di carcere – con rito abbreviato – nei confronti del quarantenne italiano, residente nel Casertano, accusato di aver pedinato, sequestrato e violentato due adolescenti di 15 e 16 anni nell’agosto del 2025 a Sesto San Giovanni.

La decisione del Gup va oltre le stesse aspettative della Procura, che aveva sollecitato una condanna inferiore di tre anni e mezzo. La pubblica accusa aveva infatti proposto il riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti, una linea che aveva sollevato la netta opposizione dei legali delle vittime.

Nonostante la lettera di scuse inviata dall’imputato alle due ragazze, il giudice ha optato per una sanzione più severa.

I genitori delle due giovani si erano costituiti parte civile nel processo. Oltre alla pena detentiva, il tribunale ha stabilito un risarcimento danni che prevede una provvisionale di 50mila euro per ciascuna delle due vittime e di 5mila euro per ogni membro delle rispettive famiglie.

La drammatica serata d’agosto

Come riportano i colleghi di Prima La Martesana, secondo la ricostruzione dei fatti eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Sesto, che arrestarono l’uomo poco dopo la violenza, le due adolescenti erano in un parchetto in compagnia dei genitori quando (attorno alle 21.30) decisero di anticipare il rientro a casa e di incamminarsi verso l’abitazione della 16enne.  Il 40enne le aveva seguite riuscendo a infilarsi prima nel portone del palazzo e poi in ascensore.

L’agguato, le violenze e la fuga con i cellulari

Arrivati al pianerottolo, aveva estratto un cacciavite e intimato alle ragazze di non urlare e di aprire la porta. Poi le aveva legate con delle fascette da elettricista che aveva con sé e costrette a ingerire alcolici per abusarne sessualmente. Prima di andare via, il 40enne aveva asportato i loro cellulari e qualche prezioso.

Durante l’arresto dà in escandescenza

Pochi minuti dopo, il ritorno a casa dei genitori e l’allarme al 112. I militari avevano rintracciato velocemente il 40enne, utilizzando l’app “trova i-Phone”, che lo aveva localizzato a poche centinaia di metri di distanza in un parchetto. Bloccato a fatica dall’Arma, era stato anche denunciato per resistenza e danneggiamento: aveva aggredito i militari, danneggiando la gazzella d’ordinanza.