Il Comitato Famiglie Sospese accoglie con sollievo la decisione del Tribunale che ha assolto tutti gli otto imputati per abuso edilizio per la vicenda della Torre Milano, il grattacielo alto 24 piani in via Stresa, ma non può “esimersi dal formulare un giudizio durissimo sull’operato di quella che si definisce giustizia”.
Torre Milano, il Comitato Famiglie Sospese dopo la sentenza: “Ora tavoli di confronto e tutele concrete”
MILANO – “L’assoluzione piena di Comune e operatori nel processo sulla Torre Milano mette fine a una vicenda giudiziaria che non avrebbe mai dovuto investire la vita di cittadini onesti. Il Comitato Famiglie Sospese accoglie con sollievo la decisione del Tribunale, ma non può esimersi dal formulare un giudizio durissimo sull’operato di quella che si definisce giustizia”.
Tutti assolti ma ora “Chi risarcirà le famiglie”
Con queste parole il Comitato Famiglie Sospese commenta la sentenza del Tribunale che ha assolto tutti gli imputati nel procedimento relativo al grattacielo di via Stresa “perché il fatto non costituisce reato”.
In una nota, il Comitato esprime sollievo per la decisione dei giudici ma formula anche un duro giudizio sull’intera vicenda, denunciando le pesanti conseguenze che il procedimento avrebbe avuto sulle famiglie coinvolte.
“Per due anni un’intera comunità è rimasta ostaggio di teoremi urbanistici e cortocircuiti interpretativi che hanno congelato risparmi, progetti e futuro di migliaia di nuclei familiari. Non è stato solo un processo edilizio, ma un sequestro di certezze civili”, si legge nella nota, che si conclude con una domanda: “Chi risarcirà le famiglie per l’angoscia e i danni subiti in questo periodo di totale stallo?”.
Il commento del portavoce del Comitato:”Si dissequestrino immediatamente le nostre vite”
Sulla stessa linea anche il portavoce del Comitato, Filippo Borsellino: «La requisitoria della pm aveva definito le nostre case uno “sfregio alla città”. La giustizia ha accertato non solo l’assenza di reati, ma anche che l’unico vero sfregio è stato fatto alle nostre vite. La politica deve ora rimediare ai danni sociali di questa paralisi”.
Due richieste “tassative”
Da qui la richiesta di “dissequestrare immediatamente le nostre vite”, dice ancora Borsellino, attraverso due iniziative ritenute prioritarie: l’apertura di un tavolo permanente a Palazzo Marino, con il coinvolgimento di tutti i capigruppo consiliari per garantire tutele straordinarie e risposte rapide alle famiglie, e la convocazione urgente di un incontro con il Governo nazionale.
Secondo il Comitato, Milano dovrebbe presentarsi unita a questo confronto, con una delegazione composta non solo dai rappresentanti delle famiglie coinvolte ma anche dalle forze economiche, sociali e tecnico-culturali della città, con l’obiettivo di ottenere un quadro normativo chiaro e definitivo in grado di mettere in sicurezza le famiglie e il futuro dello sviluppo urbanistico milanese.