Cinque milioni di euro per acquisire l’immobile di via Watteau e far rinascere il Centro Sociale Leoncavallo. È questa l’offerta che è stata fatta alla famiglia Cabassi, alla quale non è ancora seguita alcuna risposta.
Leoncavallo, offerta da 5 milioni
MILANO – A dirlo sono Sergio Cusani e Pino Tripodi, “ambasciatori” del Leoncavallo nell’operazione per restituire ai militanti la sede storica di Greco, che questa mattina, insieme a Marina Boer, presidente dell’associazione Mamme del Leoncavallo, hanno tenuto una conferenza stampa davanti all’edificio sgomberato nell’agosto di un anno fa.
Nessuna risposta dalla proprietà
“Sono stati trovati imprenditori che, in concorso con il Leoncavallo, avrebbero potuto acquisire l’area. – ha spiegato Tripodi durante la conferenza -. Sono stati fatti i sopralluoghi, ovviamente in accordo con la proprietà, ed è stata redatta una perizia estimativa che indicava in una cifra intorno ai 3 milioni il valore di questo immobile, considerati i vincoli esistenti. Gli imprenditori hanno pensato di fare un’offerta quasi doppia, cioè 5 milioni, che sarebbero stati la base della trattativa. La proprietà non ha neanche preso in considerazione la proposta. Questo è il punto in cui ci troviamo”.
L’appello
Cusani ha poi lanciato un appello per trovare altri imprenditori interessati a partecipare al progetto:
“Facciamo un appello alle persone serie per costruire questo percorso, affinché rispettino le esigenze della città e non facciano obbrobri speculativi. Li aspettiamo, noi siamo a disposizione”.
Come spiegato da Tripodi, il Comune di Milano,
“pur indicando l’assoluta impossibilità di intervenire con proprie risorse finanziarie nell’acquisizione del Leoncavallo, ha espresso subito la volontà di dire la propria, e cioè il fatto che la migliore condizione per la città sarebbe che il Leoncavallo tornasse a casa propria”.
Rientrare con un’occupazione?
A margine della conferenza, dopo aver smentito il coinvolgimento del conduttore televisivo Alessandro Cattelan, l’esponente di Sinistra Italiana e storico militante del Leoncavallo, Daniele Farina, si è espresso sulla possibilità che i militanti decidano di rientrare in via Watteau tramite l’occupazione:
“Penso che nulla sia escluso, ma non è nella nostra volontà e capacità. Toccherà ai ragazzi decidere il percorso, laddove noi fallissimo. Spero che ci riusciamo”.
In merito si è espressa anche Marina Boer:
“Abbiamo cercato di percorrere tutte le strade possibili che potevamo avere davanti e cercare tutti i mezzi per concretizzarle. Ora questo percorso è in stallo, ma non per questo abbandoniamo le possibilità che riteniamo percorribili”.