Nonostante l’intensificazione dei controlli da parte delle forze dell’ordine, molte stazioni milanesi continuano a essere percepite come aree critiche, segnate da episodi di criminalità, degrado e presenza di soggetti problematici.
L’omicidio di Gianluca riaccende il dibattito: viaggio nelle stazioni più problematiche di Milano
MILANO – L’omicidio del 22enne Gianluca Ibarra Silvera, accoltellato a morte nella stazione di Milano Certosa, ha riportato al centro del dibattito il tema della sicurezza negli scali ferroviari milanesi.
E’ ancora caccia alla gang di aggressori
Il giovane Gianluca è stato aggredito la sera di martedì scorso e raggiunto da numerose coltellate. Fatale sarebbe stata una ferita all’arteria femorale. Gli investigatori stanno cercando di identificare i responsabili dell’aggressione, che secondo le prime ipotesi potrebbe essere stata compiuta da un gruppo di persone. Nella zona, riferisce il quotidiano, sono apparse anche scritte riconducibili ai Latin King.
Una situazione che si protrae da troppo tempo: la petizione dei residenti
Come evidenziato da un approfondimento pubblicato da Il Giorno, i residenti del quartiere denunciano da tempo una situazione difficile attorno alla stazione di Certosa. Lo scorso novembre oltre mille cittadini avevano sottoscritto una petizione per chiedere una presenza costante delle forze dell’ordine e maggiori misure di controllo.
Dal Municipio 8 arriva inoltre la richiesta di un piano di riqualificazione che comprenda la riapertura degli spazi commerciali chiusi, il ritorno di un presidio Polfer e un rafforzamento della videosorveglianza.
Un quadro molto critico anche alla stazione di Rogoredo segnata dallo spaccio di droga
Certosa non è però l’unico punto critico. Tra le aree maggiormente monitorate figura anche Rogoredo, da anni al centro delle attività di contrasto allo spaccio di droga. Era fine gennaio quando il 28enne Abderrahim Mansouri, noto come “Zack” fu reddato da un colpo di pistola dell’ex agente di polizia Carmelo Cinturrino, ora in cella.
Nonostante i numerosi interventi, la zona continua a essere frequentata da tossicodipendenti e pusher che si spostano continuamente per sfuggire ai controlli. Qui, secondo quanto riportato da Il Giorno, i macchinisti si trovano spesso a fronteggiare persone che attraversano i binari mettendo a rischio la propria vita.
Controlli straordinari continui alla Centrale
Particolare attenzione resta concentrata anche sulla stazione Centrale. A metà maggio un uomo armato di machete è riuscito a salire a bordo di un treno prima di essere bloccato dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno utilizzato il taser per immobilizzarlo. L’episodio si inserisce in un più ampio piano di controlli straordinari contro droga e armi che interessa diversi scali ferroviari italiani.
Porta Garibaldi e dintorni: bande giovanili in azione
Tra le zone sorvegliate speciali figurano inoltre Porta Garibaldi, la vicina piazza Gae Aulenti e Lambrate, teatro negli ultimi anni di rapine, aggressioni e gravi episodi di violenza compiuti da bande giovanili. Proprio a Lambrate, nel 2024, il poliziotto Christian Di Martino fu gravemente ferito in un accoltellamento durante un intervento.
I numeri dei controlli delle forze dell’ordine
I numeri delle operazioni di controllo confermano l’attenzione delle forze dell’ordine sul fenomeno: a Milano sono state identificate oltre 25 mila persone, tra cui più di 1.500 minorenni, con 131 arresti e 125 denunce complessive. Dati che testimoniano un’attività intensa, ma che per molti cittadini non bastano ancora a dissipare il senso di insicurezza che continua a caratterizzare alcune delle principali stazioni ferroviarie della città.