In Piazza Adriano Olivetti, a due passi da Scalo di Porta Romana, c’è uno spazio che non assomiglia a nessun altro in Italia e in Europa. Non è un museo tradizionale, non è un centro congressi, non è una fiera tecnologica. STEP FuturAbility District è qualcosa che difficilmente si può definire, se non nel modo in cui loro stessi si descrivono ovvero un “museo del futuro” e sul futuro.
Guarda l’intervista a Cristina Paciello, Head of STEP FuturAbility District
Nati per capire il futuro
Inaugurato a fine maggio 2022 da Fastweb, ha compiuto quattro anni con un bilancio che parla da solo: oltre 100 mila visitatori, più di 22 mila studenti, 164 workshop scientifici, 184 laboratori domenicali gratuiti.
«STEP è nato con una missione molto chiara, molto precisa: aiutare le persone, tutte le persone, di qualunque fascia d’età, a comprendere come la trasformazione digitale stava cambiando il nostro modo di vivere, il nostro modo di approcciarci allo studio, al lavoro, come interi settori dell’economia si stavano trasformando molto, molto velocemente», spiega Cristina Paciello, Head of STEP FuturAbility District.
La parola chiave è “tutti”: il percorso è progettato per essere accessibile a partire dai 9 anni, senza richiedere competenze tecniche pregresse, e i dati raccolti sull’affluenza lo dimostrano, le percentuali di visitatori over e under 40 si dividono quasi perfettamente al 50%.
«Non è un luogo per addetti ai lavori, ma un luogo per persone che sono curiose e che vogliono essere stimolate nell’approfondimento di ciò che sta accadendo alle proprie vite.»
Un percorso immersivo tra AI, realtà aumentata e robotica
Il percorso interattivo, della durata di circa 80 minuti, è guidato da Forward, una creatura virtuale che accompagna il visitatore attraverso installazioni su intelligenza artificiale, Internet of Things, cloud computing e 5G. Al centro dell’esperienza c’è SAM (Smart Artificial Mind), un avatar dotato di un modello linguistico generativo sviluppato ad hoc, capace di adattare il proprio linguaggio all’età dell’interlocutore e di rispondere in tempo reale su temi che vanno dalla blockchain alle nanotecnologie. Le conoscenze di SAM vengono alimentate dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e dall’Istituto Italiano di Tecnologia. Non mancano le installazioni in realtà aumentata: con “Future Trends” e “Goals” lo smartphone del visitatore diventa uno strumento per esplorare scenari futuri che includono droni, robot e infrastrutture autostradali intelligenti.

Grandi aziende testimoni dell’impatto dell’innovazione
È qui che entrano in gioco le partnership industriali, vero pilastro del modello STEP. Autostrade per l’Italia, Innovation Infrastructure Partner, offre riscontri concreti su come la digitalizzazione stia ridisegnando la mobilità e la gestione delle infrastrutture. Bracco, partner scientifico, porta il punto di vista di un’eccellenza italiana nel settore diagnostico e farmaceutico. Boston Consulting Group contribuisce come Knowledge Partner alla definizione dei trend tecnologici presentati nel percorso. Aziende leader nei loro settori, capaci di tradurre l’innovazione in casi d’uso reali e comprensibili per un pubblico eterogeneo.
«STEP FuturAbility District è uno spazio vivo, in continua evoluzione, dove la divulgazione scientifica incontra l’innovazione tecnologica. Offriamo ai visitatori l’opportunità di comprendere come le tecnologie stiano trasformando rapidamente settori cruciali della società — dalla mobilità alla medicina, dall’industria alla scuola — e di fare proprie competenze e strumenti per poter essere protagonisti attivi, e non solo spettatori, della trasformazione digitale» sottolinea Paciello.
Scuole, famiglie e nativi digitali
L’offerta si articola su più livelli. Per le scuole, circa 20 laboratori didattici con approccio STEAM hanno già coinvolto oltre 22 mila studenti. La domenica è dedicata alle famiglie con i Sunday@STEP, laboratori per ragazzi dagli 8 ai 16 anni pensati per generare apprendimento condiviso tra genitori e figli nativi digitali:
«Organizziamo insieme con la visita dei FabLab che rappresentano la possibilità per i genitori di mettersi alla prova con i propri figli, mettersi anche un po’ in discussione con dei figli che sono nativi digitali, lavorare con loro e imparare anche da loro», racconta Paciello.
Per il pubblico adulto, circa 40 workshop e convegni l’anno con relatori d’eccezione approfondiscono le grandi questioni del presente digitale.

Quando la fantascienza diventa realtà: “Tech, si gira!”
Da qualche anno STEP ha aggiunto una dimensione inattesa: il cinema. La rassegna “Tech, si gira!”, curata dal fisico e divulgatore Massimo Temporelli, seleziona una decina di pellicole cult che hanno raccontato la tecnologia come fantascienza, per scoprire quanto di quel futuro immaginato sia già realtà quotidiana.
«Acquisiamo i diritti di pellicole che hanno raccontato la tecnologia come qualcosa di fantascientifico, e dopo averle viste integralmente ne parliamo e dibattiamo con il pubblico grazie a moderatori e relatori di volta in volta diversi. Per comprendere come film che dovevano rappresentare qualcosa di fantascientifico sono stati, in realtà, anticipatori di tematiche che noi oggi quotidianamente viviamo», spiega Paciello.
Quattro anni dopo la sua apertura, STEP rimane un unicum nel panorama europeo della divulgazione tecnologica, sostenuto dal patrocinio del Comune di Milano e dall’impegno di Fastweb + Vodafone nel promuovere la digitalizzazione del Paese. Un luogo che ha scelto di non parlare solo agli esperti, ma a chiunque voglia capire il mondo che sta cambiando.