AGRICOLTURA EUROPEA

Ue, Fidanza (FdI-ECR): bene sospensione dazi su fertilizzanti, ora avanti con digestato e revisione ETS

Nuove misure per contrastare la crisi di Hormuz e ridurre la dipendenza dai prodotti chimici

Ue, Fidanza (FdI-ECR): bene sospensione dazi su fertilizzanti, ora avanti con digestato e revisione ETS
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L’Unione Europea interviene per sostenere il comparto agricolo. La sospensione dei dazi sui fertilizzanti deliberata oggi, venerdì 22 maggio 2026, dal Consiglio europeo rappresenta una notizia a lungo attesa per l’intero settore. L’adozione di tale provvedimento è il risultato di un’azione politica concertata, che si deve anche all’insistenza dell’Italia e del Ministro Lollobrigida. L’iniziativa istituzionale era stata avviata prima dello scoppio del conflitto in Iran e assume attualmente un carattere di massima urgenza e indispensabilità alla luce delle ripercussioni legate alla crisi di Hormuz.

Le prossime tappe per il digestato e la strategia Ue

Le aspettative degli esponenti politici si concentrano ora sulle fasi successive del piano comunitario. “Ora ci attendiamo la rapida implementazione della strategia Ue sui fertilizzanti, a partire dalla parte che autorizza finalmente l’utilizzo del digestato zootecnico come alternativa naturale ed europea alla dipendenza da fertilizzanti chimici” dichiara in una nota Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia e coordinatore del gruppo ECR in Commissione Agri. Il rappresentante politico evidenzia così la necessità di accelerare l’iter per l’impiego delle risorse biologiche interne.

La revisione dei sistemi ETS e CBAM nel settore agricolo

Rimangono tuttavia aperti altri nodi cruciali per la sostenibilità economica delle imprese. “Inoltre occorre affrontare con urgenza il tema degli ETS e del CBAM applicato al settore, che continuano a gravare in modo insostenibile sul settore” conclude il coordinatore parlamentare nella sua nota ufficiale emessa a Bruxelles. Secondo l’analisi del politico italiano, i meccanismi di tariffazione delle emissioni e di adeguamento del carbonio alle frontiere rappresentano un ulteriore fattore di pressione finanziaria che colpisce l’agricoltura continentale.