Rigenerare il patrimonio pubblico con una chiamata aperta a tutti, soggetti pubblici e privati, per restituire ai milanesi 20 luoghi, oggi in disuso e inaccessibili, che rappresentano la città: l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte ha presentato a Palazzo Reale un appuntamento pubblico per incontrare cittadini, operatori, istituzioni, sul presente e sul futuro del patrimonio comunale cittadino. (Nella foto: la Porta Ticinese medievale).
Presentato a Milano il piano di rigenerazione del patrimonio pubblico
MILANO – Rigenerare il patrimonio pubblico inutilizzato coinvolgendo tutta la città, dai soggetti pubblici ai privati: è l’obiettivo dell’operazione presentata a Palazzo Reale dall’assessore Emmanuel Conte, che punta a restituire ai cittadini 20 luoghi oggi in disuso.
Si tratta di edifici storici e simbolici – dalle porte medievali alle cascine, fino ad ex colonie e strutture pubbliche – che il Comune intende riportare a nuova vita senza venderli, ma affidandoli tramite concessioni a istituzioni, associazioni, fondazioni e soggetti privati.
Obiettivo è restituire ai milanesi 20 luoghi oggi in disuso
Tra i beni “identitari” figurano la Pusterla di Sant’Ambrogio, la Porta Ticinese medievale, Palazzo Calchi Taeggi, i Magazzini al Bastione di viale Vittorio Veneto e Palazzo Dugnani.
Tra quelli “capillari”, distribuiti nei quartieri, ci sono l’ex Scuola rurale di Lampugnano, l’ex casello ovest di Porta Ticinese, Cascina Corba, Cascina Molino Spazzola, Palazzo Galloni, l’ex Casa dell’acqua di via Giacosa e l’ex Circolo popolare di via Varesina.
Infine, tra gli immobili “di villeggiatura” fuori città compaiono la casa di villeggiatura di Cerano d’Intelvi, la colonia di Pietra Ligure, la colonia “Sorriso dei bimbi” e Villa Serena a Cesenatico, oltre a Villa Tigellius a Recco, la villetta di Andora e Casa Abetina a Sondalo.
“Il patrimonio pubblico inutilizzato è una ferita urbana, ma anche un’opportunità – ha spiegato Conte –. Vogliamo riportarlo nella vita quotidiana dei cittadini, senza venderlo, cercando progetti capaci di generare valore per la comunità”.
L’obiettivo è restituire questi spazi a funzioni pubbliche, garantendo accessibilità, utilità sociale ed efficienza energetica.
Un programma già in corso: gli immobili già recuperati negli ultimi anni
Il programma si innesta su un percorso già avviato nel corso del mandato. Tra gli immobili in disuso già recuperati dal Demanio dal 2022 ad oggi attraverso concessioni figurano:
la Cascina Colombè, per un nuovo polo agroalimentare e sociale; l’ex Hammam di via Civitavecchia 110, dove Lilt sta realizzando Casa Lilt; i due edifici storici di via Conca del Naviglio, consegnati alla Sovrintendenza per l’ampliamento del progetto Pan; l’ex Obitorio di via Francesco Sforza, assegnato all’Università degli Studi di Milano per servizi agli studenti; il Casello sud di piazza V Giornate, assegnato con bando; l’ex Marchiondi, affidato alla Fondazione Collegio delle Università Milanesi per una nuova residenza universitaria.
Al via fase degli avvisi pubblici per la raccolta di manifestazioni di interesse
Ora si apre la fase degli avvisi pubblici per raccogliere manifestazioni di interesse. Alcune sono già pervenute. La scelta di procedere con un programma unitario, anziché con bandi isolati caso per caso, è deliberata: offrire una visione d’insieme delle opportunità, e non un’occasione episodica, aggiunge il Comune.
“Partiamo dall’identità e dai bisogni della città, e cerchiamo soluzioni insieme con la città per dare nuova vita a questi luoghi: restano dei milanesi, con idee dai milanesi e ricadute per i milanesi. Non è un ripiego ma una scelta che tutela il patrimonio collettivo e scommette sulla capacità della società civile di prendersi cura della propria città'”, conclude l’assessore.
Non solo un elenco di immobili, quindi, ma un metodo per coinvolgere la città nella cura e nella valorizzazione del proprio patrimonio.