Il Comune metterà a disposizione 12 appartamenti di sua proprietà situati nell’hinterland milanese per un progetto sperimentale di housing sociale volto a coniugare le esigenze di tutela delle persone vulnerabili, le azioni di contrasto alle discriminazioni e le azioni per favorire un abitare più accessibile. Lo fa sapere Palazzo Marino.
Nasce il progetto sperimentale di autonomia abitativa
MILANO – Con una delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta, gli alloggi verranno assegnati in concessione d’uso a enti del Terzo settore per ospitare nuclei monogenitoriali che non possono sostenere un canone sul mercato libero e giovani allontanati dalle loro famiglie a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere e che, per le stesse ragioni, hanno incontrato difficoltà ad accedere al mercato privato.
Un patto di 18 mesi
Gli ospiti dovranno firmare con il Comune un patto di accoglienza e potranno rimanere all’interno degli alloggi per un massimo di 18 mesi, intraprendendo un percorso verso la conquista dell’autonomia grazie anche a un accompagnamento educativo.
Come funziona
I beneficiari dovranno essere residenti a Milano, in grado di provvedere ai loro bisogni primari e disponibili a compartecipare in piccola parte alle spese dell’alloggio: un primo importante tassello nel percorso verso l’autonomia, parte integrante del modello gestionale del progetto. Gli alloggi – situati nei comuni di Cinisello Balsamo, Brugherio e Desio – saranno dati in concessione per dieci anni agli enti gestori. La loro conformazione interna prevede aree comuni ma garantisce privacy e funzionalità, per favorire una convivenza serena.
Per Milano il Piano Antidiscriminazioni è cosa concreta
“Con questo provvedimento – dichiarano gli assessori Lamberto Bertolé (Welfare e Salute) e Fabio Bottero (Edilizia residenziale pubblica) – il Comune porta avanti la valorizzazione del patrimonio pubblico e allo stesso tempo cerca di ampliare la disponibilità di alloggi per le persone più vulnerabili. La delibera, però, porta con sé anche un importante messaggio politico: Milano non volta le spalle a chi subisce discriminazioni legate al proprio modo di essere e di amare, al censo, alle eventuali fragilità sociali. In questo senso, il Piano Antidiscriminazioni approvato dalla Giunta non rimane un libro dei sogni, ma si trasforma in azioni concrete, cui da oggi si aggiunge quella messa in campo con questa delibera”.