La Lombardia consolida il suo ruolo di interlocutore nei tavoli europei sulla politica industriale. Negli ultimi cinque anni, la Regione ha costruito una rete di alleanze con altri territori ad alta densità produttiva, dal Veneto all’Emilia-Romagna, dal Piemonte alla Liguria, fino a Baden-Württemberg, Baviera e Valencia, con l’obiettivo di far pesare le istanze del sistema manifatturiero del Nord Italia nelle decisioni di Bruxelles. Al centro di questa strategia c’è l’assessore allo Sviluppo Economico Guido Guidesi.
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L’alleanza con la Catalunya
Tra le partnership più recenti spicca quella con la Catalunya, formalizzata nell’ambito del network storico dei “Quattro Motori per l’Europa” e trasformata in un’alleanza operativa su settori specifici. Le due regioni condividono una struttura economica basata sull’industria manifatturiera e una presenza rilevante nel comparto chimico, che in Lombardia coinvolge trasversalmente quasi la totalità della produzione industriale: farmaceutica, automotive, edilizia e chimica.
La collaborazione punta su tre ambiti: ricerca e innovazione, con progetti comuni su materiali avanzati e chimica verde nell’ambito dei programmi europei Horizon ed Erasmus+; formazione e mobilità dei talenti tra università e imprese; e transizione ecologica, con la sperimentazione di modelli produttivi a basse emissioni e riciclo chimico.

Il ruolo nell’ECRN
Sul fronte delle reti europee, la Lombardia ha guidato negli ultimi anni l’European Chemical Regions Network (ECRN), portandone a raddoppiare la membership e attivando progetti per quasi 20 milioni di euro. Con il passaggio della presidenza alla Catalunya, la Regione mantiene la vicepresidenza alle alleanze strategiche e siede nella Critical Chemicals Alliance, il tavolo europeo dedicato alle materie prime critiche per l’industria chimica. Analoghe funzioni di rappresentanza vengono svolte nell’Automotive Regions Alliance (ARA) e nell’European Semiconductor Regions Alliance (ESRA).

La dimensione politica
L’intreccio tra dimensione industriale e dimensione politica è esplicito nella strategia regionale. La costruzione di un blocco di regioni europee ad alta intensità produttiva risponde all’intenzione di condizionare le scelte comunitarie su energia, industria e transizione ecologica, in un momento in cui le politiche di Bruxelles su questi temi sono oggetto di forte pressione da parte dei territori manifatturieri. La Lombardia si propone come capofila di questo fronte, cercando di coordinare posizioni comuni con i partner tedeschi, spagnoli e italiani prima che le decisioni vengano assunte a livello continentale.