questa sera alle 19.30

Presidio in piazza Ovidio in ricordo di Layachi Ghelimi, l’anziano ucciso schiacciato da un tir

A seguire i manifestanti si recheranno sul luogo dello schianto tra moto e taxi avvenuto nella notte tra sabato e domenica dove hanno perso la vita i due ventenni a bordo della due ruote

Presidio in piazza Ovidio in ricordo di Layachi Ghelimi, l’anziano ucciso schiacciato da un tir

Il tragico investimento all’incrocio tra via Mecenate e piazza Ovidio è avvenuto nel primo pomeriggio di martedì 17 marzo, l’uomo è morto dopo essere stato investito da un mezzo pesante.

Presidio in piazza Ovidio in ricordo dell’anziano ucciso schiacciato da un tir

MILANO – Alle 19.30 si terrà in piazza Ovidio, all’incrocio con via Salomone, un presidio per ricordare Layachi Ghelimi, l’anziano ucciso schiacciato da un mezzo pesante lo scorso 17 marzo mentre attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali.

L’iniziativa di “Città delle persone”

L’iniziativa è organizzata dagli attivisti di “Città delle persone”, campagna promossa per una mobilità più sicura a Milano.

A seguire i manifestanti si recheranno in viale Corsica per posare dei fiori nel punto dello schianto della moto in cui hanno perso la vita, nella notte tra sabato e domenica, Elisa Dranca e Mithum Sandeepa.

Una zona interessata da traffico molto pesante

“Quello che è successo in piazza Ovidio non è un destino inevitabile, né una disgrazia da accettare in silenzio. È il risultato di scelte: scelte su come si progetta lo spazio urbano, su chi si tutela e chi si espone al rischio, su quanto valore si dà alla vita delle persone più vulnerabili. – spiega ‘Città delle persone’ -.

In considerazione della presenza di numerose piattaforme logistiche e della vicinanza con l’Ortomercato, infatti, piazza Ovidio e le vie limitrofe sono fortemente interessate da traffico pesante, composto da autoarticolati, mezzi pesanti e furgoni, con conseguenti interferenze tra flussi veicolari e utenti vulnerabili della strada. Un anziano che attraversa fuori dalle strisce non è un colpevole. È una persona che si muove in una città che non è stata progettata anche per lui”.