alla base del disastro i forti dissidi tra i cugini proprietari

Stop alla libreria Hoepli entro maggio: cassa integrazione per 49 librai

La storica libreria milanese sarà fermata nei prossimi mesi mentre prosegue la liquidazione della società. Sindacati: "Per ora nessun acquirente all’orizzonte"

Stop alla libreria Hoepli entro maggio: cassa integrazione per 49 librai

Un cupo scenario, che porta alla chiusura tra pochi mesi, emerge dopo la decisione dei soci di avviare la liquidazione della società, una svolta che mette a rischio uno dei simboli della cultura cittadina.

La storica libreria milanese sarà fermata nei prossimi mesi: cassa integrazione per 49 librai

MILANO – La storica libreria Hoepli potrebbe chiudere i battenti entro il mese di maggio. È questo loI tempi tecnici della procedura porterebbero allo stop dell’attività della libreria di via Hoepli nel giro di poche settimane, con cassa integrazione straordinaria a zero ore per 49 librai.

Cassa integrazione a zero ore per i 49 librai

La misura, che potrebbe durare fino a 24 mesi, eviterebbe per ora l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbero prepensionamenti e incentivi all’uscita, dicono dalla Cgil.

Un mercato critico e i forti dissidi tra i proprietari

Secondo i sindacati, la proprietà avrebbe spiegato che la libreria registra perdite di circa 200 mila euro al mese, aggravate negli ultimi tempi anche da una riduzione degli approvvigionamenti di libri, che avrebbe contribuito a far calare le vendite in un mercato già difficile.

Intanto tra i dipendenti cresce la preoccupazione. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, durante un’assemblea con i sindacati, a cui hanno partecipato 89 lavoratori, molti hanno espresso sconforto e timori per il futuro. I librai hanno annunciato uno sciopero e iniziative di protesta, tra cui un flash mob davanti allo storico negozio di via Hoepli.

Uno spiraglio per il settore web

Diversa la situazione per la casa editrice e per il settore web, dove la cassa integrazione dovrebbe essere parziale e con rotazione del personale. Non è escluso, secondo alcune ricostruzioni, che in futuro la famiglia Hoepli possa riacquisire alcune attività editoriali  escludendo il cugino Giovanni Nava con cui è in corso un pesante conflitto, la parte della casa editrice varia e scolastica.

La solidarietà del sindaco Sala e dell’arcivescovo Delpini

Sulla vicenda sono intervenuti anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’arcivescovo Mario Delpini, che hanno espresso solidarietà ai lavoratori. La possibilità di trovare un “cavaliere bianco” capace di rilevare l’azienda e salvare la libreria resta però al momento incerta.

Alla base di tutto il duro scontro tra i soci

Sul futuro della società pesa anche il duro scontro tra i soci. La proprietà sostiene che la liquidazione sia diventata inevitabile dopo il fallimento di una trattativa di vendita con un paio di grandi gruppi editoriali italiani (si parla di Mondadori e di un altro gruppo librario italiano) che avrebbero garantito continuità aziendale e salvaguardia dei posti di lavoro.

La vendita fallita e la lite tra cugini

Come riporta Il Corrirere, secondo l’avvocata della società la liquidazione è ormai inevitabile dopo il fallimento della vendita dello scorso anno: “Era pronto un contratto dalla A alla Z con un primario gruppo editoriale italiano. Prevedeva l’acquisto del 100% del capitale, la continuazione della libreria e della casa editrice e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Ma il socio di minoranza Giovanni Nava ha rifiutato una somma ben maggiore dei 10 milioni di cui parla: così è saltata un’occasione che avrebbe salvato marchio, azienda e 92 dipendenti”.

Una versione contestata dal socio di minoranza Giovanni Nava, che definisce la proposta “inaccettabile” perché priva di garanzie sui conti e sul destino dell’immobile di via Hoepli 5 “inoltre avrei dovuto rinunciare ai diritti sull’immobile di via Hoepli 5, sette piani che comprendono la libreria, uffici e una parte residenziale storica della famiglia. In quelle condizioni la proposta era inaccettabile e i miei cugini lo sapevano perfettamente”.

Nel frattempo, mentre la curatrice nominata per la liquidazione sta analizzando i conti della società, resta aperta la partita sul futuro di uno dei marchi storici dell’editoria e della libreria milanese.