Avrebbe preteso prima 20mila euro e poi ne voleva altri 1omila, ma proprio questa seconda richiesta del 29 gennaio ha fatto saltare tutto il raggiro: l’intervento dei Carabinieri ha consentito di cogliere in flagranza di reato e trarre in arresto un suo complice da lei incaricato a raccogliere il denaro.
I Carabinieri arrestano 35enne italiana per estorsione sessuale e autoriciclaggio
MILANO – Nella mattinata odierna i Carabinieri del Provinciale di Milano hanno arrestato ai domiciliari una 35enne italiana, pregiudicata con precedenti specifici, ritenuta responsabile di estorsione in concorso a sfondo sessuale (sex extortion) ai danni di un 50enne italiano e autoriciclaggio.
L’ordinanza cautelare, su delega del Procuratore di Milano, è stata emessa dal Tribunale di Milano e eseguita dai Carabinieri.
Indagine partita a gennaio
L’attività investigativa, condotta dal Nucleo Operativo Milano Porta Monforte nasce a gennaio quando la vittima, esausta dell’ennesima richiesta di denaro dell’indagata, si è rivolta ai Carabinieri.
L’uomo raggirato ad un corso di ballo
Secondo quanto ricostruito la donna, dopo aver conosciuto l’uomo ad un corso di ballo si è fatta invitare a casa di quest’ultimo con la scusa di dover prendere delle ripetizioni private dall’uomo più esperto intrattenendo nell’occasione dei rapporti sessuali con lui richiedendogli di fare delle pratiche sadomaso nei suoi confronti.
Poi scatta la minaccia e l’estorsione di denaro
Subito dopo dietro minaccia di denunciarlo alle autorità per atti violenti durante l’atto sessuale lo ha costretto a versare una somma iniziale di 20mila euro in contanti.
Non soddisfatta la donna avrebbe richiesto un’ulteriore somma di 10mila euro. Proprio in questa seconda occasione il 29 gennaio 2026 un servizio in borghese dei Carabinieri ha consentito di cogliere in flagranza di reato e trarre in arresto un suo complice da lei incaricato a raccogliere il denaro mentre si allontanava dalla vittima dopo aver preso i soldi dell’estorsione che sono stati prontamente riconsegnati alla persona offesa.
Non solo. L’arrestata ha accreditato parte del denaro estorto su un conto corrente a lei intestato in territorio cipriota con il chiaro intento di schermare e occultare la provenienza criminosa dei fondi.