il caso

Ricatti e minacce di morte: arrestato l’estorsore di un avvocato milanese

In manette un 30enne marocchino: pretendeva denaro per un presunto debito di droga e minacciava la famiglia della vittima. Era ricercato per una violenta rapina a Pavia

Ricatti e minacce di morte: arrestato l’estorsore di un avvocato milanese

Una spirale di violenza, pretese economiche asfissianti e minacce di morte rivolte non solo alla vittima, ma anche ai suoi affetti più cari. Si è conclusa con le manette ai polsi la vicenda che ha visto protagonista un legale milanese di 63 anni, finito nel mirino di un estorsore senza scrupoli in questo primo scorcio del 2026.

Arrestato l’estorsore di un avvocato milanese

MILANO – L’indagato, Adil E., cittadino marocchino di 30 anni, è stato bloccato in flagranza di reato dai Carabinieri della stazione Rogoredo, rivelandosi poi un pericoloso latitante con un passato inquietante.

Tutto è iniziato con la richiesta di un presunto pagamento arretrato: 400 euro per una partita di stupefacenti che, secondo il trentenne, sarebbe stata acquistata dal figlio dell’avvocato. Non è ancora chiaro se il debito fosse reale o un semplice pretesto per spillare denaro, ma i toni sono diventati rapidamente feroci. “Ti ammazzo”, era il ritornello che accompagnava le richieste di contanti, sempre più perentorie.

L’operazione

Stanco di vivere sotto scacco, il professionista si è rivolto ai militari di via Zama. Sotto la direzione degli inquirenti, è stata organizzata una “consegna controllata”: il legale ha fissato un appuntamento in un parcheggio nei pressi di piazza Ovidio, zona Mecenate.

All’incontro si sono presentati anche i Carabinieri, mimetizzati in borghese tra i passanti. Nel momento esatto in cui Adil E. ha afferrato la busta con il denaro, i militari sono usciti allo scoperto, immobilizzandolo prima che potesse tentare la fuga.

Il passato oscuro: l’aggressione al Naviglio

L’arresto ha permesso di sollevare il velo su un precedente episodio di cronaca di estrema gravità. I controlli incrociati nelle banche dati delle forze dell’ordine hanno infatti rivelato che il trentenne, irregolare sul territorio nazionale, era ricercato per una rapina brutale avvenuta a Pavia il 2 febbraio 2024.

In quell’occasione, l’uomo si era reso protagonista di un’aggressione ai danni di un coetaneo italiano. Per sottrargli il bancomat, non si era limitato alle percosse: aveva colpito la vittima con calci e pugni anche mentre si trovava a terra, gli aveva scagliato contro una bicicletta per impedirgli di reagire e, dopo avergli sottratto chiavi e telefono, aveva gettato gli oggetti nel Naviglio, spingendo poi lo stesso ragazzo nelle acque del canale.

La vittima di allora si era messa in salvo guadagnando la riva e chiedendo aiuto in una vicina caserma dei Vigili del Fuoco.

Le misure cautelari

Ad oggi, Adil E. si trova in carcere: il GIP ha convalidato l’arresto per l’estorsione milanese, ma la sua posizione si aggrava pesantemente alla luce del raid di Pavia, di cui dovrà ora rispondere davanti ai magistrati. Le accuse vanno dall’estorsione aggravata alla rapina violenta, delineando il profilo di un soggetto recidivo e ad alta pericolosità sociale.