dopo l'operazione

Blitz interforze in via Quarti, Caritas Ambrosiana preoccupata per i disagi diffusi: “fragili a rischio”

Anche gli operatori del centro “Lo Stanzino”, rivolto a minori, famiglie, anziani e persone in difficoltà, confermano che il clima non sia per nulla rasserenato dopo l’intervento delle forze dell’ordine

Blitz interforze in via Quarti, Caritas Ambrosiana preoccupata per i disagi diffusi: “fragili a rischio”

Mercoledì 17 dicembre  a Baggio è andata in scena un’operazione interforze che ha sgomberato 14 occupazioni abusive negli alloggi Aler  e staccato numerosi collegamenti abusivi alla rete elettrica e del gas mentre la Polizia Locale ha  rimosso 12 veicoli non assicurati o di provenienza furtiva. 628 persone sono state inoltre controllate nelle stazioni metro Bisceglie e Bande Nere.

Blitz interforze in via Quarti: Caritas Ambrosiana preoccupata per i disagi diffusi a persone e famiglie fragili

MILANO – Caritas Ambrosiana esprime preoccupazione per quanto accaduto negli ultimi giorni in via Quarti, nel quartiere di Baggio, dove un massiccio intervento delle forze dell’ordine ha interessato occupazioni abusive di alloggi Aler e fenomeni criminosi, provocando però disagi diffusi anche a persone e famiglie fragili o regolarmente residenti negli alloggi pubblici.

Altre situazioni simili nei quartieri Giambellino-Lorenteggio e San Siro e alla stazione Tibaldi

Una situazione che, secondo Caritas, ricalca quanto avvenuto nelle settimane precedenti nei quartieri Giambellino-Lorenteggio e San Siro.

Analoghe perplessità riguardano anche lo sgombero effettuato alla stazione Tibaldi, che non avrebbe risolto la presenza di persone senza dimora, come verificato già nelle ore successive.

La preoccupazione del direttore Caritas

Il direttore di Caritas Ambrosiana Paolo Selmi chiarisce che l’organizzazione condivide la necessità di affermare la legalità anche nei contesti più complessi della città e comprende che, in alcuni casi, siano necessarie operazioni di polizia di ampia portata per contrastare criminalità e abusivismo.

Tuttavia, osserva, le modalità adottate negli ultimi mesi per blitz e sgomberi in diverse periferie milanesi non appaiono adeguate a contesti segnati da disagio sociale diffuso, che richiederebbero un lavoro costante di prevenzione, accompagnamento e tutela dei diritti fondamentali.

Problemi di metodo

Le riserve di Caritas non riguardano il merito degli interventi, ma il metodo. Selmi sottolinea che operazioni di questo tipo possono produrre effetti temporanei sul piano della sicurezza, ma risultano inefficaci nel medio-lungo periodo se non accompagnate da interventi sociali, mediazione culturale e un presidio territoriale stabile.

Nei recenti interventi, segnala Caritas, non si sarebbe verificato un coordinamento con i servizi sociali e con i soggetti del terzo settore attivi nei quartieri interessati. Via Quarti, ricorda Selmi, è un contesto ben conosciuto dagli operatori della cooperativa Farsi Prossimo che, su mandato di Caritas Ambrosiana e in collaborazione con la parrocchia e le suore Discepole del Vangelo, gestiscono il centro di prossimità “Lo Stanzino”, rivolto a minori, famiglie, anziani e persone in difficoltà.

Anche dagli operatori è arrivata conferma di un clima non rasserenato dopo l’intervento delle forze dell’ordine.

Famiglie con minori o persone con disabilità rimaste senza luce e gas

Caritas segnala inoltre che, a seguito dell’operazione, alcune famiglie con minori o persone con disabilità sono rimaste senza luce e gas, ricevendo aiuti di emergenza dal quartiere sotto forma di stufette e torce ricaricabili.

Secondo testimonianze raccolte sul posto, gruppi malavitosi starebbero però riallacciando abusivamente la corrente elettrica ad alcuni alloggi.

Previsto un incontro in Comune sulla legalità

Per individuare forme di sostegno che restino nella legalità è previsto un incontro tra Comune, parrocchia e Caritas Ambrosiana. La preoccupazione più immediata, conclude Selmi, riguarda le famiglie più fragili che, nel clima di confusione seguito ai blitz, avrebbero firmato documenti senza piena consapevolezza, con l’obbligo di lasciare l’alloggio in alcuni casi già a partire dal 23 dicembre.

Caritas Ambrosiana si associa quindi alla richiesta di incontro con il Prefetto e le amministrazioni pubbliche coinvolte, avanzata nei giorni scorsi da numerose realtà cittadine, auspicando una convocazione in tempi rapidi.